Fotografare a bordo piscina con le fotocamere Nikon: impostazioni e idee creative

La luce dell’estate ha qualcosa di unico, forse perché la osserviamo spesso rimbalzare sull’acqua, illuminare la pelle, creare riflessi sulle piastrelle. Di giorno o di notte, trasforma una semplice piscina in uno scenario perfetto per una fotografia. Una luce affascinante, ma anche impegnativa da gestire.
Tra riflessi speculari, alte luci molto intense e soggetti in continuo movimento, fotografare a bordo piscina richiede qualche accorgimento tecnico. E i sistemi mirrorless Nikon Z e reflex Nikon hanno tutti gli strumenti per affrontare con sicurezza questo tipo di situazioni, consentendo al fotografo di concentrarsi sulla creatività. (Immagine in apertura: © ClickerHappy, Nikon D7100)

Controllare i riflessi dell’acqua

L’acqua è uno degli elementi più riflettenti che si possano incontrare in fotografia. Se osservata senza filtri può trasformarsi in una superficie quasi specchiata, nascondendo trasparenze e dettagli. Per questo motivo, uno degli accessori più utili è un filtro polarizzatore circolare, come il Nikon C-PL II, disponibile in diversi diametri per adattarsi ai vari obiettivi NIKKOR Z.
Ruotando il filtro è possibile attenuare i riflessi provenienti dalla superficie dell’acqua e dalle superfici bagnate, aumentando al tempo stesso la saturazione del cielo e rendendo l’azzurro della piscina ancora più intenso. È uno di quegli accessori che non aggiungono effetti artificiali, ma permettono semplicemente di mostrare la scena così come l’occhio la percepisce. Ed è l’unico filtro il cui effetto non può essere riprodotto in alcun modo in post-produzione
Naturalmente non sempre è opportuno eliminarli completamente: in alcune immagini il riflesso dell’acqua diventa parte integrante della composizione. Vale quindi la pena sperimentare, regolando il polarizzatore fino a trovare il giusto equilibrio.

Il filtro polarizzatore Nikon Circular Polar II, disponibile in più diametri, opportunamente ruotato intorno al suo asse e direzionato rispetto al soggetto, blocca il passaggio delle onde luminose riflesse dall’acqua o da altre superfici. Grazie a questa sua capacità, è possibile restituire trasparenza e profondità a volumi d’acqua che altrimenti apparirebbero bianchi e piatti.   

Circular Polar II - 52 mm
Circular Polar II - 67 mm
Circular Polar II - 58 mm
Circular Polar II - 112 mm

Il filtro polarizzatore, oltre ad eliminare i riflessi prodotti dalle superfici d’acqua, tende a saturare l’azzurro del cielo bloccando i raggi di luce riflessi dal vapore acqueo contenuto nell’aria

Schizzi “congelati” e soggetti in movimento

Un tuffo, una corsa sul bordo vasca, una battaglia di gavettoni: sono tutte situazioni in cui l’acqua diventa protagonista. Anche un semplice schizzo, se “congelato” o perfettamente nitido, può cambiare l’effetto di una posta altrimenti anonima. Per bloccare ogni goccia conviene lavorare con tempi molto rapidi:

  • 1/1000 s per la maggior parte delle situazioni
  • 1/2000 s se gli schizzi sono particolarmente violenti o il soggetto si muove velocemente

Lavorando in AF-C (Autofocus Continuo) e sfruttando il riconoscimento del soggetto disponibile sulle più recenti Nikon Z, la fotocamera continua a seguire la persona durante il movimento, mantenendo il fuoco anche mentre attraversa rapidamente l’inquadratura.

Photo Credits: © John Nyirenda

Photo Credits: © Andrea Piacquadio

Sensibilità ISO: lasciare lavorare la luce

Le giornate estive offrono generalmente un’illuminazione abbondante. Quando possibile è consigliabile utilizzare il valore ISO nativo più basso disponibile sulla propria fotocamera, ad esempio ISO 64 sui modelli che lo prevedono oppure ISO 100, così da ottenere la massima gamma dinamica e preservare ogni sfumatura dell’acqua e del cielo.
Se la luce cambia rapidamente, l’Auto ISO rappresenta un valido alleato, consentendo alla fotocamera di mantenere il tempo di sicurezza scelto senza dover intervenire continuamente sulle impostazioni. Le Nikon Z offrono diversi intervalli automatici ISO, lasciando al fotografo la sicurezza di non oltrepassare determinati limiti, scongiurando il rischio di immagini troppo cariche di rumori. A valori ISO non troppo alti, quando la luce è scarsa, possono corrispondere tempi di esposizione non troppo brevi, quindi da gestire con un minimo di attenzione.  

Fotografare in piscina: il diaframma cambia il racconto

Si sa, non esiste un’apertura “giusta” in assoluto, per questa come per altre circostanze. Per un ritratto ambientato a bordo piscina può essere interessante utilizzare un’apertura ampia, ad esempio f/1.8 o f/2.8, così da ottenere uno sfondo morbido e separare il soggetto dall’ambiente.
Se invece l’obiettivo è raccontare la scena nel suo insieme, per esempio bambini che giocano o una famiglia riunita, è preferibile lavorare tra f/5.6 e f/8, sempre che la luce ambiente lo consenta, per mantenere nitidi sia i protagonisti sia parte dello scenario. Per saperne di più sull’apertura del diaframma e sull’effetto bokeh: Il diaframma degli obiettivi NIKKOR Z e il numero di lamelle che lo compongono.
Obiettivi come il NIKKOR Z 50mm f/1.8 S, il NIKKOR Z 85mm f/1.8 S oppure il versatile NIKKOR Z 24-120mm f/4 S permettono di affrontare praticamente ogni situazione senza rinunciare alla qualità ottica.

Photo Credits: © Andrea Piacquadio

Colori “personali” con i Picture Control Nikon

Le Nikon Z (e le reflex Nikon) mettono a disposizione i tradizionali Picture Control, che consentono di modificare contrasto, saturazione, nitidezza, luminosità e tonalità già in fase di scatto. Accanto ai Picture Control Standard sono disponibili anche numerosi Creative Picture Control, pensati per ottenere interpretazioni cromatiche differenti direttamente in macchina.
Sui modelli compatibili più recenti, come le Nikon Z6III, Z5II, Zf e, tramite firmware dedicato, anche Z8, Nikon ha introdotto inoltre i Flexible Picture Controls, realizzabili con il software gratuito Nikon NX Studio e trasferibili sulla fotocamera oppure scaricabili tramite Nikon Imaging Cloud. Questi consentono un controllo molto più approfondito del rendering cromatico, regolando in modo fine tonalità, saturazione e luminosità dei colori per costruire un look personale e richiamarlo direttamente durante lo scatto.
Ad esempio si può creare un profilo che enfatizzi le tonalità del blu e del turchese, rendendo l’acqua della piscina ancora più intensa pur mantenendo naturali gli incarnati.

Giocare con l’acqua (senza preoccupazioni)

Lavorare a bordo piscina significa convivere con schizzi, umidità e gocce d’acqua, ma molti corpi della serie Nikon Z sono progettati con una struttura resistente a polvere e infiltrazioni, grazie a guarnizioni distribuite nei punti critici della fotocamera. Questa costruzione offre una protezione efficace durante l’uso in ambienti umidi o in presenza di spruzzi accidentali, pur senza rendere la fotocamera impermeabile. È comunque buona norma asciugare tempestivamente eventuali gocce e non esporre il corpo macchina a getti d’acqua diretti o immersioni. Fate inoltre attenzione a schizzi e gocce d’acqua che raggiungono la lente esterna dell’obiettivo. Non perché si rischi un danno, ma perché una goccia sfuggita alla nostra attenzione può trasformarsi in un antiestetico alone o macchia sulla fotografia finale. Non vi resta a quel punto che intervenire per correggere in post-produzione. Insomma, meglio prevenire che curare. 

All’ombra dell’ultimo sole…

Le ore immediatamente successive all’alba o precedenti il tramonto trasformano completamente l’aspetto della piscina. Con il sole basso sull’orizzonte, l’acqua assume tonalità più calde, i riflessi diventano meno aggressivi e le ombre acquistano profondità. È il momento ideale per sperimentare controluce, silhouette e composizioni in cui l’acqua non è soltanto uno sfondo, ma diventa essa stessa un elemento grafico capace di guidare lo sguardo. In fondo, fotografare una piscina non significa semplicemente riprendere dell’acqua. Significa raccontare il movimento, la luce e il colore dell’estate.

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