Cultura fotografica, NIKKOR AF-S, NIKKOR Z, Obiettivi Nikon
Il diaframma degli obiettivi NIKKOR Z e il numero di lamelle che lo compongono
Il diaframma in fotografia è un foro di superficie variabile che si trova dentro l’obiettivo. Più o meno aperto, lascia passare una maggiore o minore quantità di luce che va a colpire il sensore di immagine. È ottenuto disponendo opportunamente un determinato numero di lamelle le quali, grazie a un motore, scorrono le une rispetto alle altre a ogni pressione del pulsante di scatto.
La disposizione delle lamelle è tale da conferire al diaframma una forma da esagonale a (quasi) circolare. Il diaframma definisce così la luminosità massima di ogni obiettivo in ragione della sua più ampia apertura. (In apertura: © Gabriela Herman)
Come funziona l’obiettivo a ogni pressione del pulsante di scatto
1. Lamelle del diaframma
L’apertura che permette il passaggio della luce è determinata dal diaframma, composto da lamelle intersecate, il cui numero varia solitamente da cinque a nove. I più pregiati obiettivi NIKKOR, come il NIKKOR Z 85mm f/1.2 S, dispongono di ben 11 lamelle. Più alto il numero di lamelle, più la forma del diaframma tende a essere circolare, a tutto vantaggio della qualità finale degli scatti e delle riprese video, soprattutto il termini di bokeh.
2. Barilotto dell’obiettivo
Il diaframma è collocato all’interno del barilotto dell’obiettivo, posizionato tra i vari gruppi di lenti che lo compongono (il cosiddetto schema ottico).
3. Motore del diaframma
Il pulsante di scatto, a ogni pressione, aziona il motore che apre e chiude il diaframma in base al valore di apertura f/ impostato sulla fotocamera. Esistono diversi tipi di motore: Nikon utilizza, per esempio, su molti dei suoi obiettivi motori del diaframma a controllo elettromagnetico. Per saperne di più: Diaframma-fotografia: come il meccanismo elettromagnetico Nikon li ha migliorati entrambi.
Nell’immagine sopra, un diaframma semplice composto da 5 lamelle. Gli attuali obiettivi NIKKOR (AF-S e Z) dispongono di diaframmi ad apertura circolare composti da 7, 9 oppure 11 lamelle
La forma e il numero delle lamelle negli obiettivi NIKKOR Z
All’apertura del diaframma è legata la profondità di campo di ogni scatto, ossia l’estensione della porzione di immagine in cui ogni soggetto è a fuoco (nitido). In altri termini, l’apertura massima dell’obiettivo (e quinti il tipo di diaframma) è la principale responsabile del tanto apprezzato effetto bokeh. Un obiettivo ad ampia apertura permette di isolare con maggiore facilità il soggetto rispetto a uno sfondo sfocato. Tanto maggiore l’apertura, tanto minore la profondità di campo. In altri termini, con obiettivi luminosi, quindi ad ampia apertura del diaframma, è possibile ottenere immagini dalla ridotta profondità campo (e con marcato effetto bokeh).
© Photo Credits: Taru Rantala
Il diaframma e le sorgenti di luce sullo sfondo
Gli effetti di una profondità di campo ridotta, quindi di un accentuato effetto bokeh, si caricano di fascino quando lo sfondo contiene punti di luce e sorgenti luminose. In notturna, per esempio, le sorgenti di luce puntiformi in lontananza produrranno bagliori circolari, sfocati e di forma più o meno rotonda. Ed è proprio su questi che vogliamo focalizzare la nostra attenzione. Sì, perché questi bagliori, a diaframma tutto aperto, appariranno grosso modo circolari a prescindere dalla forma del foro del diaframma. A focali intermedie assumeranno invece la forma del foro stesso. Ecco che negli obiettivi di qualità media, le sei o sette lamelle che compongono il diaframma porteranno a una rappresentazione esagonale o ettagonale dei bagliori, poco apprezzata in fotografia. Affinché anche a diaframmi intermedi i bagliori siano di forma prossima al cerchio, è necessario che il numero delle lamelle si porti a 9 o a 11 e che il profilo di ciascuna di esse non sia rettilineo ma arrotondato. Di qui la dicitura tipica delle schede tecniche dei NIKKOR Z alla voce diaframma: “ad apertura circolare“.
Progettazione e alta precisione costruttiva
Va da sé che nel passare da un diaframma a 7 lamelle a un diaframma a 9 o addirittura a 11 lamelle, lo sforzo costruttivo richiesto aumenta, sia a livello di componentistica sia di progettazione. Per questo motivo, il numero di lamelle sale all’aumentare del prestigio e della complessità dell’ottica (e viceversa). Nikon però, anche negli obiettivi con diaframma a 7 lamelle, integra profili curvilinei in modo che l’apertura risulti quanto più di forma geometricamente circolare.
Gli obiettivi NIKKOR Z con diaframmi ad apertura circolare a 11 lamelle
Se la gran parte delle ottiche NIKKOR Z a focale fissa e in formato FX presenta un diaframma a 9 lamelle in grado di produrre, alle varie aperture, fori prossimi al cerchio, ce ne sono tre che elevano il livello costruttivo (e i risultati) grazie alla presenza di 11 lamelle.
Ciò perché un poligono di 11 lati (curvilinei) è con buona approssimazione più assimilabile a una circonferenza. I tre pezzi pregiati del parco ottiche NIKKOR Z rispondono ai nomi: NIKKOR Z 85mm f/1.2 S, NIKKOR Z 135mm f/1.8 S Plena e NIKKOR 58mm f/0.95 S Noct, tre ottiche a lunghezza focale fissa caratterizzate da elevatissima luminosità e straordinaria qualità costruttiva.
In virtù di quanto appena spiegato, i diaframmi dei tre obiettivi presentano rispettivamente aperture massime di diametro 70,83 mm, 75 mm e 61 mm. Il Nikkor Z 58mm f/0.95 S Noct dispone addirittura di un diaframma a 11 lamelle in grado di aprirsi fino a un diametro superiore alla stessa lunghezza focale.
A queste grandi aperture e alla eleganza dei rispettivi schemi ottici è legato l’eccellente controllo della profondità di campo di tutte e tre le ottiche, lo straordinario effetto bokeh che ne deriva e l’alta qualità dello sfocato che si osserva sugli sfondi.
Perché, occorre precisarlo, c’è sfocato e sfocato
Agli sfondi grezzi e caotici degli obiettivi di scarsa qualità, rispondono gli sfondi morbidi, cremosi e super-definiti delle ottiche NIKKOR Z.
Tutte e tre le ottiche danno il meglio con i ritratti, garantendo contorni incisi e un alto livello di dettaglio anche nelle aree perfettamente a fuoco, a tutte le aperture e in ogni punto del fotogramma (zone periferiche incluse). Le sorgenti luminose sullo sfondo, in condizioni diurne e notturne, produrranno bagliori dolci e dalla forma circolare.
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