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I video nel “mirino” di Nikon: NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ e NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II
Nell’ultimo biennio Nikon ha imboccato con decisione la strada del video professionale. L’acquisizione di RED Digital Cinema – marchio di riferimento a Hollywood – non è solo un titolo da prima pagina: è il segnale di una strategia che si riflette già sui prodotti. Due obiettivi in particolare raccontano bene questa direzione: il NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ, primo zoom cine full-frame della casa, e il nuovo NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II, seconda generazione del classico “standard” luminoso. In modi diversi, entrambi sono stati progettati pensando alle esigenze di chi gira: stabilità su cavalletto e gimbal, controllo fine di zoom e fuoco, ergonomia “da set”, riduzione del focus breathing, gestione filtri e interfacce per il controllo remoto.
NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ
Zoom ottico 4,8x • zoom motorizzato • perfetto con le Nikon Z FX, adatto anche alle Nikon Z DX (focale equivalente: 52,5-202,5 mm) • 1,2 kg • resistente a polvere e umidità
NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ: il primo cine full-frame Nikon con Power Zoom
L’obiettivo NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ è il manifesto della svolta. “PZ” significa Power Zoom: uno zoom motorizzato con ben 11 velocità, dal movimento lentissimo per “creep” cinematografici (zoomata lenta) fino a transizioni rapide e decisive. Il comando primario è il rocker T/W (Tele/Wide), pulsante con levetta basculante posto in posizione naturale sotto il pollice, con marcata reattività tattile. In parallelo, lo zoom può essere azionato anche dall’anello elettronico zigrinato – pronto per il cosiddetto follow-zoom, lo strumento meccanico che aiuta a dare fluidità alla messa a fuoco. E persino dai pulsanti +/- dei corpi come Nikon Z8, con velocità assegnabile.
Per set multicamera o riprese su cavalletto, lo stesso comando si estende al controllo remoto tramite le app Nikon (NX Tether, Nikon SnapBridge e Nikon NX Field) o con il grip Nikon MC-N10: un ecosistema da set che permette a operatore e assistente di separare ruoli e rendere ripetibili le manovre.
Zoom e messa a fuoco interni: baricentro immobile
Dal punto di vista meccanico, zoom e fuoco sono totalmente interni. La lunghezza del barilotto, nella messa a fuoco e sull’intera escursione dello zoom, non cambia; il baricentro resta costante. È una differenza enorme su cavalletti fluidi, slider (i binari per movimenti di macchina morbidi su piccole distanze) e gimbal, dove una variazione di peso avanzante costringe al ribilanciamento continuo e introduce micro-strappi.
Con il NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ non avrete questo problema: il movimento resta neutro, la frizione della testa lavora sempre nelle stesse condizioni. A rafforzare l’impostazione “da set” arrivano la compatibilità con cage (gabbie per alloggiare strumenti da set), supporti e matte box, vale a dire tutti quegli accessori molto usati in cinematografia che ospitano filtri e altri elementi che proteggono il set da luci parassite. Si aggiungano l’ampio diametro filtro (95 mm) e il paraluce rettangolare dotato di sportellino scorrevole per regolare filtri variabili ND o polarizzatori senza smontare nulla. Dettaglio pratico, ma fondamentale quando si ha da mantenere l’esposizione costante al cambiare della luce.
NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ
L’anello dorato alla base del barilotto lo rende immediatamente riconoscibile
Premi e riconoscimenti
Il NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ è stato premiato come Best Product agli EISA Awards 2025, ottenendo nella sua categoria un riconoscimento anche a TIPA World Award 2025
La comodità delle personalizzazioni
L’ergonomia è quella che i videomaker chiedono: interruttore A/M per passare al volo tra autofocus e fuoco manuale (niente menu), due pulsanti L-Fn (Lens Function) a cui assegnare funzioni a scelta (AF-On, AF-Hold o altre), anello di controllo personalizzabile che si presta alla apertura continua (de-click) per ramping invisibili, alle variazioni di ISO, etc… Il ramping è una tecnica molto usata, che permette di variare volutamente l’esposizione nella transizione fluida da un diaframma a un altro. Si può ad esempio far entrare gradualmente più luce quando un personaggio apre una finestra, o scurire lentamente una scena per passare da giorno a notte.
L’anello della messa a fuoco è elettronico, zigrinato e “geared-ready” per follow focus. I motori passo-passo (stepper) su fuoco e zoom garantiscono azioni senza scatti innaturali e virtualmente silenziose, qualità che si traduce in tracce audio pulite e movimenti espressivi.
Dei riconoscimenti ottenuti da Nikon a livello internazionale in questo 2025, abbiamo parlato negli articoli: Cinque prestigiosi premi per Nikon agli EISA Awards 2025-2026, Nikon Z6III e Nikon Z50II premiate con il Red Dot Award: Product Design 2025 e La Nikon Z6III e il microscopio Nikon ECLIPSE Ti2-I vincono il premio iF Design Award 2025.
Focus Breathing azzerato
La minima distanza di messa a fuoco, misurata dal piano focale del corpo macchina, varia lungo l’escursione (0,34–0,57 m), ma il focus breathing, il cambiamento indesiderato del campo visivo, è trascurabile, impercettibile alla normale osservazione. Condizione, questa, che evita “pompaggi” dell’angolo di campo (il cosiddetto “breathing” o “respiro”, appunto) durante il rack focus, cioè lo spostamento del fuoco da un soggetto a un altro nella medesima inquadratura. Per esempio, quando una figura minacciosa o, al contrario, lungamente attesa, si approssima alle spalle di un personaggio e, lentamente, si rivela al pubblico…
Meso Amorphous Coat e ARNEO
La struttura ottica vanta un’architettura da primo della classe: 18 elementi in 13 gruppi, tre vetri ED (Extra-low Dispersion) per contenere l’aberrazione cromatica, più elementi asferici per nitidezza, uniformità e leggerezza. Davanti, il rivestimento al fluoro anti acqua/unto. Su tutta la cella ottica, si trovano Meso Amorphous Coat e ARNEO per mitigare flare e ghosting, che tolgono nitidezza all’immagine e aggiungono sagome e macchie luminose indesiderate. Risultato: un’immagine pulita e contrastata anche con luci nell’inquadratura e situazioni “hard” in esterni. La nitidezza è elevata già a f/4 e sufficiente per un completo flusso di lavoro, dall’acquisizione alla pubblicazione, a 8K Ultra HD.
Funzione Hi-Res Zoom digitale
In combinazione con le fotocamere mirrorless top di gamma Nikon Z8 e Nikon Z9 è disponibile l’Hi-Res Zoom digitale che raddoppia la portata fino a 270 mm conservando il 4K in fase di ripresa, utile quando serve “stringere” senza cambiare ottica. Il tutto in 1.210 g (con piede), peso perfettamente gestibile nelle riprese libere in stile “run-and-gun” e che dà totale garanzia su cavalletto o rig da spalla.
Capitolo cavalletto, appunto: il collare girevole a 360° con piede staccabile (fori 3/8” e 1/4” anche in combinazione) è progettato per massima stabilità e per evitare che il corpo ruoti sulla piastra in caso di panning molto energici. I riferimenti a 90° aiutano l’allineamento orizzontale, l’assenza di “click” rende la rotazione continua e senza scatti, ideale per passare da orizzontale a verticale su teste fluide. In altre parole: il 28-135mm f/4 PZ è nato per stare sul treppiede e lavorare come lente “A-camera” in interviste, eventi, documentari e proposte di prodotti e marchi.
NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II: lo standard che parla video (interno, leggero, più rapido)
Il nuovo NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II è lo zoom standard che i videomaker Nikon aspettavano. Interno (lunghezza fissa a tutte le focali), più leggero del precedente (675 g, record di categoria) e con un AF di nuova generazione. Il progetto interno cambia le regole su gimbal e cavalletti: nessuna estrazione del barilotto durante lo zoom, centro di gravità immobile, niente re-bilanciamenti o variazioni di coppia sulla testa. In aggiunta, la filettatura passa a 77 mm, più diffusa e conveniente rispetto agli 82 mm: filtri ND variabili e polarizzatori circolari diventano più accessibili. Il paraluce integra una finestra di regolazione per “manovrare” i filtri senza smontare, proprio come sulle lenti dedicate al cinema.
Sul fronte autofocus, l’S II inaugura il motore Silky Swift VCM (SSVCM): la messa a fuoco è circa 5× più performante rispetto alla prima serie, con tracking durante lo zoom migliorato di circa 60%. Tradotto: fuoco più stabile su soggetti che si avvicinano/allontanano mentre si cambia focale, con meno rischi di “hunting”, con lo zoom che impazza avanti e dietro alla ricerca del fuoco, e meno rumore. È anche l’obiettivo Nikon più rapido di sempre nella messa a fuoco: un vantaggio nei contenuti dinamici, negli eventi live e nelle clip con soggetti in movimento dove non si può rifare ogni scena.
NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II
Esploso della parte anteriore che mostra i meccanismi interni che permettono alle lenti (che governano lo zoom) di muoversi internamente al barilotto, senza modificarne il baricentro
Diaframma ad apertura circolare con 11 lamelle
Parlando di lenti, abbiamo introdotto anche qui il trattamento Meso Amorphous Coat (il più recente trattamento antiriflesso di casa Nikon) in tandem con ARNEO: combinazione che preserva contrasto e colore con sorgenti nel frame, insegne, controluce netti. La formula scende a 14 elementi in 10 gruppi (da 17 e 15), con un diaframma circolare a 11 lamelle per un bokeh più regolare – utile nelle interviste e nei ritratti video a soggetto staccato dallo sfondo. La minima distanza varia per focale (da 0,24 m a 0,33 m), con massimo rapporto di riproduzione di 0,32× lato tele: pratico per dettagli di prodotto, food e insert “macro-like” senza cambiare lente.
Per saperne di più sul diaframma in fotografia e sul suo funzionamento: Diaframma-fotografia: come il meccanismo elettromagnetico Nikon li ha migliorati entrambi e Il diaframma degli obiettivi NIKKOR Z e il numero di lamelle che lo compongono.
Bokeh straordinario
Merito dell’apertura f/2.8 e del diaframma a 11 lamelle
NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II: pensato per il set
L’anello di controllo può essere “cliccato o de-cliccato” a scelta, così da passare da scatti a video in un attimo. L’assenza del pannello OLED – presente sulla prima serie – snellisce il barilotto e riduce punti potenzialmente esposti. La costruzione weather-sealed (tropicalizzata) e il profilo snello (Ø max 84 mm) lo rendono amico dei matte box leggeri e dei rig compatti.
Impugnatura Nikon MC-N10
Compatibile con la gran parte dei corpi Nikon Z, è progettata per offrire all’operatore video il più preciso controllo della scena
Due approcci complementari, un’unica direzione: “video first”
Presi insieme, i due zoom disegnano una linea orientata a riprese su cavalletto e a flussi video al passo con le nuove esigenze:
- Stabilità meccanica: progetti a zoom interno (NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II) o movimenti interni (NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ) tengono il baricentro costante. Il 28-135mm f/4 PZ aggiunge il collare dedicato con piede doppio attacco per teste fluide e piastre QR a sgancio rapido, mentre il 24-70mm f/2.8 S II, così leggero, si presta ai cosiddetti travel rig, armamentario da set leggero e teleprompter compatti, vale a dire gli strumenti che permettono a chi è davanti alla telecamera di leggere un testo senza distogliere lo sguardo dall’inquadratura.
- Controllo dello zoom: il 28-135mm f/4 PZ integra il Power Zoom (zoom motorizzato) con 11 velocità, rocker e anello elettronico “geared-ready”, controllo dal corpo macchina e controllo remoto da app/grip. Il 24-70mm f/2.8 S II, pur privo di PZ, compensa con la totale assenza di estensione fisica del barilotto e con la fluidità degli anelli per zoomate manuali precise su testa fluida.
- Fuoco e focus breathing: entrambi privilegiano la soppressione del focus breathing e la silenziosità (step-by-step sul 28-135mm f/4 PZ, SSVCM sul 24-70mm f/2.8 S II), requisiti chiave in dialoghi, interviste, concerti e cerimonie, dove il suono on-camera spesso conta.
- Filtri e paraluce “video-savvy”: sportellini sui paraluce per filtri ND variabili e CPL (Circular Polarizing Filter) senza smontare. Si aggiungano filettature più pratiche (77 mm sul 24-70mm f/2.8 S II, 95 mm “cine” sul 28-135mm f/4 PZ) per integrarsi con matte box o filtri impilati.
- Coating e controllo luce: Meso Amorphous + ARNEO su entrambi per tenere a bada flare e ghost in controluce e notturni urbani, preservando la leggibilità nelle scene ad alto contrasto – tipiche del reportage e del “branded outdoor”.
- Ecosistema e rigging: compatibilità con cage, matte box, follow focus, app di controllo e con l’impugnatura grip Nikon MC-N10 per delegare zoom e parametri all’assistente. È l’anello di congiunzione tra il mondo “still-mirrorless” e il flusso da produzione video.
NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ e NIKKOR Z 24-70mm f/2,8 S II: per chi e per cosa
- Documentari, eventi, interviste: il NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ è la lente da cavalletto per eccellenza. Il PZ (zoom motorizzato) consente zoomate in presa ripetibili, i motori step-by-step non rovinano l’audio. Il collare mantiene la composizione stabile durante movimenti di macchina come pan e tilt. L’escursione focale 28-135mm copre ambienti, mezzi busti e dettagli senza cambiare ottica.
- Commercio, moda, aziende: il NIKKOR Z 24-70mm f/2,8 S II porta la classica estetica f/2.8 con barilotto fisso, quindi può creare sfondi sfocati (bokeh da sogno) e un aspetto “professionale” tipico degli zoom di fascia alta. Ideale su gimbal e slider per carrellate (movimento laterale) e push-in (movimento in avanti) senza ribilanciare. Il sistema AF di tipo SSVCM tiene incollato il fuoco sui soggetti in movimento e l’apertura de-click consente micro-ramping in controluce o all’apertura di finestre.
- Content creator e team snelli: peso e semplicità fanno la differenza. Il NIKKOR Z 24-70mm f/2,8 S II, 675 g, è lo standard per chi riprende per un giorno intero e non vuole stancarsi. Il NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ offre controllo remoto e PZ quando serve “movimento narrativo” in camera, senza bisogno di assumere un operatore per lo zoom.
Dall’alleanza con RED alla grammatica dell’immagine in movimento
L’operazione RED racconta l’orizzonte alto: cinema, produzioni, pipeline RAW. Ma la nostra strategia passa anche – e subito – da strumenti accessibili a chi produce ogni giorno. Due zoom che risolvono problemi reali di set, dal baricentro alla gestione dei filtri, dal controllo remoto alle zoomate fluide, dal breathing al rigging. Il NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ porta nel corredo Z un linguaggio esplicitamente cinematografico, mentre il NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II aggiorna lo standard professionale con soluzioni video-first (zoom interno, AF più rapido, de-click, antiriflessi avanzati) senza appesantire il complesso armamentario da set.
Per videomaker e content creator che lavorano su cavalletto, su teste fluide o gimbal, e che pretendono controllo, ripetibilità e affidabilità, sono due strumenti diversi ma complementari. E sono soprattutto il segno che stiamo costruendo una piattaforma video coerente: dal corpo macchina agli obiettivi, fino al controllo remoto e all’integrazione di accessori. In breve, meno compromessi, più riprese “pronte” – e più linguaggio a disposizione di chi racconta storie in movimento. Per saperne di più: Nuove straordinarie opportunità per i filmmaker: le prime cineprese RED con attacco Nikon Z.
Il Blog Ufficiale di Nikon Italia è curato da Dino del Vescovo
NIKKOR Z DX 24mm f/1.7 
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