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JU – Surfear es como bailar: quando una storia ti sceglie. Tra oceano, artigianato e storytelling con Nikon ZR
Ci sono progetti che nascono da un’idea. Altri, invece, prendono forma da un incontro.
È quello che è accaduto a Giorgia Dal Molin e Edoardo Conforti durante la realizzazione di JU – Surfear es como bailar (JU – Surfare è come ballare), un documentario ambientato a Fuerteventura che intreccia ritratto umano, artigianato e cultura del surf. Al centro della storia c’è Julien: un francese arrivato sull’isola oltre vent’anni fa alla ricerca di un’onda da abitare e rimasto per costruire una vita, una famiglia e un mestiere.
Tutto inizia nell’autunno del 2023, quando gli autori sentono parlare di lui. Quella che all’inizio è semplice curiosità si trasforma rapidamente nella volontà di conoscere la persona dietro le tavole da surf e lasciare che l’interesse umano diventi una storia da raccontare.
Julien. Photo Credits: ©Edoardo Conforti e Giorgia Dal Molin
Un viaggio fatto di incontri, dettagli e osservazione, dove la fotografia nasce dall’ascolto e dalla capacità di adattarsi all’imprevisto. Con un’attrezzatura essenziale ma affidabile, ogni chilometro diventa parte della storia.
Una storia che va oltre il surf
Julien non è soltanto uno shaper.
Ama il legno e lo lavora con mano d’artigiano. Ama la musica e la sua chitarra. Ama l’oceano, dove trascorre gran parte del proprio tempo. Ma soprattutto rappresenta un modo particolare di stare al mondo: quello di chi ha scelto una direzione e ha avuto il coraggio di seguirla.
Attraverso la sua esperienza emergono temi universali: la libertà, il valore delle scelte, il rapporto con una terra che si decide di chiamare casa pur continuando a sentirsi stranieri. Sono riflessioni che attraversano tutto il documentario e trasformano una storia locale in qualcosa di profondamente universale.
Julien. Photo Credits: ©Edoardo Conforti e Giorgia Dal Molin
Sfogliando gli album fotografici di Julien, gli autori scoprono una geografia fatta di desiderio, ricerca e movimento. Chilometri percorsi alla ricerca dello spot perfetto, della stagione giusta, del luogo in cui fermarsi. Immagini che raccontano la determinazione necessaria per costruire la propria vita attorno a una passione.
Per questo motivo, la storia di Julien non è soltanto la storia di un costruttore di tavole da surf. È la storia di una persona che ha scelto di partire, reinventarsi e costruire qualcosa con le proprie mani. È la storia di un padre, di un amico e di un uomo che ha trovato nell’oceano una forma personale di libertà.
Julien. Photo Credits: ©Edoardo Conforti e Giorgia Dal Molin
Nikon ZR al servizio dello storytelling
Raccontare una storia come questa significava trovare un equilibrio delicato tra osservazione e vicinanza.
Da un lato c’erano gli spazi aperti di Fuerteventura, la luce dell’oceano e i paesaggi dell’isola. Dall’altro i gesti ripetuti nel laboratorio, i dettagli della lavorazione delle tavole da surf, le conversazioni e i momenti più autentici della vita quotidiana.
Per affrontare un racconto così sfaccettato, Nikon ZR è diventata il centro del flusso creativo del progetto.
Per Edoardo Conforti, l’esperienza con la nuova Nikon ZR ha rappresentato un vero cambio di prospettiva nel modo di affrontare una produzione documentaristica.
«Lavorare con la nuova Nikon ZR è stato, senza esagerare, rivoluzionario. Ha cambiato il mio concetto di produzione video, passando da un approccio tecnico e fisicamente pesante a un approccio semplice, leggero e versatile, senza rinunciare alla qualità.»
In un documentario caratterizzato da continui spostamenti e da situazioni che cambiano rapidamente, la velocità operativa diventa parte integrante del processo creativo.
Edoardo Conforti e Nikon ZR
«Nel contesto documentaristico, un grande punto di forza è la velocità e la praticità nel riggarla. In pochi minuti la camera è pronta per lavorare, anche quando è necessario aggiungere accessori. Questo permette di ridurre i tempi tecnici e mantenere fluido il ritmo della produzione.»
Un altro aspetto particolarmente apprezzato è stata l’esperienza d’uso.
«Un altro punto a favore, arrivando da camere di altri brand, è la chiarezza del menu. Si presenta molto intuitivo e di facile navigazione anche per le impostazioni più tecniche e specifiche.»
Photo Credits: ©Edoardo Conforti e Giorgia Dal Molin
Nikon ZR + ftz II + Nikon 35mm f/2 AI-s (ottica vintage)
La compattezza del sistema non ha significato alcun compromesso sulla qualità delle immagini, elemento fondamentale in un progetto costruito sull’osservazione e sulla ricerca di autenticità.
«Il formato Nikon ZR ti permette di non rinunciare alla qualità, nonostante la sua compattezza.»
Accanto alla fotocamera, un corredo di ottiche NIKKOR Z ha contribuito a costruire il linguaggio visivo del documentario.
Il NIKKOR Z 20mm f/1.8 S è stato utilizzato per valorizzare i paesaggi dell’isola e il rapporto tra Julien e l’ambiente che lo circonda; il NIKKOR Z 35mm f/1.2 S e il NIKKOR Z 50mm f/1.4 hanno accompagnato le scene più immersive e quotidiane; il NIKKOR Z 85mm f/1.2 S ha dato forza ai ritratti e ai dettagli del lavoro artigianale.
A completare il kit, il versatile NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II e il NIKKOR Z 180-600mm f/5.6-6.3 VR, utilizzato per osservare l’oceano da una prospettiva diversa e isolare il movimento dei surfisti all’interno dell’immensità del paesaggio.
Più che una semplice dotazione tecnica, il sistema utilizzato ha permesso agli autori di adattarsi continuamente al ritmo del racconto, passando dai grandi spazi aperti ai dettagli più intimi senza perdere coerenza visiva.
Un documentario fatto di dettagli
Dal punto di vista visivo, JU – Surfear es como bailar alterna paesaggi, dettagli della lavorazione delle tavole da surf, fotografie d’archivio, interviste e momenti della vita quotidiana di Julien. Le immagini ampie si intrecciano a dettagli più ravvicinati per accompagnare lo spettatore all’interno del suo mondo, lasciandogli il tempo di osservare e comprendere.
Il risultato è un racconto che utilizza la memoria per parlare del presente e che trova nella semplicità dei gesti quotidiani la propria forza narrativa.
Edoardo Conforti e Giorgia Dal Molin
La libertà come forma di appartenenza
JU – Surfear es como bailar non parla soltanto di surf.
Parla del privilegio di fare un lavoro che nasce dalle proprie mani, della ricerca di un luogo da chiamare casa e della capacità di costruire una vita coerente con i propri desideri.
Attraverso Julien, il documentario racconta una forma di libertà fatta di tempo, esperienza, passione e attenzione ai dettagli. Una storia nata sulle coste di Fuerteventura, ma capace di parlare a chiunque abbia mai inseguito qualcosa di abbastanza importante da cambiare il corso della propria vita.
BTS
Documentario autoprodotto con il supporto tecnico di Nikon Italia
Soggetto: Julienne Sicre
Scritto e diretto da: Giorgia Dal Molin e Edoardo Conforti
Direzione della fotografia: Yuri Palma e Edoardo Conforti
Audio e musiche: Maximo Cadel
Drone: Loic Michel
Le ultime news dal mondo Nikon:
I prodotti Nikon sono distribuiti in Italia da Nital. Il Blog Ufficiale di Nikon Italia è curato Dino del Vescovo.

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