Adattatore FTZII, per non perdere gli obiettivi Nikon “storici” – PARTE 2/2

Nella prima parte di questo articolo, abbiamo descritto caratteristiche e utilità dell’anello adattatore Nikon FTZII. Sia nella prima, sia nella seconda versione, permette di utilizzare il parco ottiche per reflex Nikon con le mirrorless Nikon Z. Per capire che cosa rappresenti davvero questo patrimonio basta tornare agli inizi.
La Nikon F arrivò nel 1959. Appena un anno dopo, proprio in Italia, alle Olimpiadi di Roma del 1960 (a destra o sotto, il logo dell’epoca), Nikon F e teleobiettivi NIKKOR erano già nelle mani dei fotografi a bordo campo e sulle tribune. Nikon ricorda in particolare l’uso dell’Auto NIKKOR Telephoto-Zoom 8,5-25cm f/4-4.5, uno dei primi zoom tele della storia della fotografia.
È difficile pensare a una continuità più concreta. La fotografia sportiva è cambiata, le pellicole hanno lasciato spazio ai sensori, l’autofocus ha sostituito la messa a fuoco manuale e una Nikon Z9 avrebbe probabilmente avuto l’aspetto di un oggetto fantascientifico per un fotografo del 1960. Eppure tra quelle Nikon F viste a Roma e una moderna mirrorless Nikon Z esiste ancora un filo meccanico e ottico riconoscibile. E alcuni obiettivi NIKKOR con attacco a baionetta F sono diventati, letteralmente, testimoni della storia. È anche per questo che l’adattatore Nikon FTZII acquista ulteriore valore.  

Dalla “Afghan Girl” al “Tank Man” di Pechino: gli obiettivi NIKKOR hanno scritto la storia

Uno degli esempi più celebri è il NIKKOR 105mm f/2.5 AI-S. Nel 1984 Steve McCurry lo montò su una Nikon FM2 caricata con pellicola Kodachrome 64 e realizzò il ritratto di Sharbat Gula che sarebbe apparso l’anno seguente sulla copertina del National Geographic: la fotografia universalmente conosciuta come Afghan Girl.
È un dettaglio che cambia il modo di guardare un vecchio 105mm trovato in fondo a una borsa. Non è naturalmente “quell’obiettivo”, né ogni 105mm porta con sé una fotografia famosa. Ma è parte della stessa cultura ottica: quella in cui una focale, una ghiera e pochi elementi di vetro diventano la liaison tra un volto e la memoria collettiva.

L’obiettivo NIKKOR 105mm f/2.5 AI-S utilizzato da Steve McCurry nel 1984 per scattare l’iconica fotografia Afghan Girl

Un altro caso arriva da Pechino, nel 1989. La versione più diffusa dell’immagine dell’uomo solo davanti alla colonna di carri armati, il celebre Tank Man, fu fotografata da Jeff Widener con una Nikon FE2 e un NIKKOR 400mm f/5.6 ED-IF, abbinato a un teleconverter TC-301. Lo stesso Widener ha raccontato l’attrezzatura usata per quello scatto, poi pubblicato in tutto il mondo.
Due fotografie diversissime, due momenti della storia diversissimi. Ma entrambe ricordano che dietro la sigla NIKOR F-mount non c’è soltanto un catalogo di ottiche per reflex. C’è una parte della storia del fotogiornalismo.

Il teleconvert Nikon TC-301 che Jeff Widener abbinò all’obiettivo NIKKOR 400mm f/5.6 ED-IF per avvicinarsi al “Tank Man” dalla sua camera al sesto piano dell’Hotel Bejing a circa 800 m di distanza

Adattatore Nikon FTZII, obiettivi NIKKOR F e videomaker

La ricerca ottica ha fatto passi enormi. Gli attuali NIKKOR Z possono offrire nitidezza, uniformità ai bordi, correzione delle aberrazioni e comportamento dell’autofocus difficili da immaginare sulle generazioni precedenti. Ma perfezione e personalità non sono necessariamente sinonimi.
È proprio qui che i vecchi obiettivi possono continuare ad avere qualcosa da dire. Una transizione verso lo sfocato meno clinica, un contrasto particolare, una diversa risposta al controluce o semplicemente il modo in cui il fotografo è costretto a rallentare e mettere a fuoco manualmente possono diventare elementi del linguaggio dell’immagine.
Per i filmmaker questo aspetto è ancora più evidente. Le ottiche vintage sono spesso ricercate non malgrado le loro peculiarità, ma proprio per quelle peculiarità: flare, morbidezza, resa delle alte luci e transizione dei piani possono aiutare a costruire l’atmosfera di una sequenza. Provate a immaginare un parco ottiche per reflex Nikon in abbinamento alla cinema-camera per eccellenza, la Nikon ZR.
È una filosofia che ritroviamo anche nelle parole di Sharrone Calafiore, Nikon Ambassador e wedding filmmaker, che usa l’adattatore FTZII per portare alcune delle sue vecchie ottiche Nikon sui corpi Z. Parla della loro resa come di una morbidezza quasi “sognante”, adatta ai momenti nei quali cerca un’immagine romantica senza rinunciare all’affidabilità della fotocamera contemporanea. È forse una delle descrizioni migliori del ruolo dell’FTZII: nostalgia davanti, tecnologia contemporanea dietro.

Joe McNally e l’AF-S 200mm f/2 G ED VR II da cui è difficile separarsi

Anche per Joe McNally, Nikon Ambassador e fotografo professionista di fama internazionale, gli obiettivi NIKKOR F non appartengono semplicemente al passato. Tra quelli a cui è più legato c’è l’AF-S NIKKOR 200mm f/2G ED VR II, che usa ancora oggi per il ritratto. McNally apprezza soprattutto la grande nitidezza sul piano di fuoco e il passaggio rapidissimo allo sfocato quando lavora a f/2.
Un 200mm f/2 non è certo un oggetto discreto. Ma è anche il genere di obiettivo che può accompagnare un professionista per decenni. McNally racconta di possederlo da circa 25 anni e di continuare a usarlo nei ritratti, nella danza e in teatro, dove la grande luminosità consente di contenere la sensibilità ISO in condizioni di luce difficili.
È un esempio perfetto di una situazione nella quale la domanda “perché non comprare semplicemente qualcosa di nuovo?” perde parte del suo significato. Se un obiettivo continua a creare esattamente le immagini che desideriamo, perché dovrebbe andare in pensione? L’adattatore FTZII ci consente di usarlo ancora con le Nikon Z.

AF-S 200mm f/2 G ED VR II, l’obiettivo preferito di Joe McNally

Joe McNally e la sua inseparabile apparecchiatura Nikon
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FTZII, dal fisheye ai grandi tele

Per la Nikon Ambassador Deborah Sandidge, la lente difficile da lasciare a casa è invece l’AF-S Fisheye NIKKOR 8-15mm f/3.5-4.5E ED, usato attraverso l’adattatore FTZII anche sulla Nikon Z7II.
La sua prospettiva estrema permette di trasformare chiome degli alberi, cieli, paesaggi e architetture in composizioni difficili da ottenere con un grandangolare tradizionale. Non a caso è proprio uno degli obiettivi esplicitamente contemplati dalla documentazione Nikon relativa all’uso delle ottiche F tramite FTZII.
E poi ci sono gli obiettivi che negli anni hanno composto interi corredi professionali: gli AF-S 14-24mm f/2.8, 24-70mm f/2.8 e 70-200mm f/2.8; il luminosissimo 105mm f/1.4E ED; il 58mm f/1.4G; i PF da 300 e 500mm; i Perspective Control; i Micro-NIKKOR; zoom come il 200-400mm e i grandi supertele.
Alcune di queste ottiche conservano attraverso FTZII una grande integrazione elettronica. Altre chiedono al fotografo di rinunciare a qualche automatismo. In entrambi i casi, la guida di compatibilità Nikon rimane il riferimento da consultare prima dell’uso di un modello specifico.

L’adattatore FTZ (nelle due immagini sopra) ha preceduto l’FTZII. Tecnicamente identico, l’FTZII si distingue dall’FTZ per l’assenza del piede con l’attacco filettato al treppiede. Ne deriva un corpo più snello che ne consente l’utilizzo anche con corpi macchina Nikon dotati di battery pack

Il passato non deve restare in vetrina

Il fascino dell’adattatore FTZII, alla fine, sta forse proprio nel fatto che non trasforma un obiettivo storico in un pezzo da museo, ma lo rimette al lavoro. Una Nikon Z può montare un nuovissimo NIKKOR Z progettato intorno alle potenzialità della baionetta Z-mount e, pochi minuti dopo, ospitare attraverso l’FTZII un obiettivo nato quando le fotografie erano ancora pensate in termini di rullini da 36 pose. Sono esperienze diverse, ed è giusto che lo siano. Perché la storia della fotografia non è fatta soltanto delle macchine che ricordiamo. È fatta anche degli obiettivi attraverso i quali qualcuno, in un determinato istante, ha deciso che cosa lasciare dentro l’inquadratura e che cosa tenere fuori. Un vecchio NIKKOR F-mount con qualche graffio sul barilotto non porta necessariamente con sé una fotografia storica. Ma porta con sé la possibilità di continuare una storia.

Per saperne di più sull’adattatore Nikon FTZII, leggi l’articolo: Adattatore FTZII, per non perdere gli obiettivi Nikon “storici” – PARTE 1/2

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