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Occhi sul Carnevale: Venezia, Viareggio e Ivrea con gli obiettivi Nikon
Il Carnevale è per definizione la festa dei colori, quindi un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia. Non c’è un solo modo di fotografarlo, anzi: i soggetti sono migliaia e altrettante le occasioni di uno scatto da appendere in casa.
Vi guidiamo nella scelta degli obiettivi Nikon più adatti per immortalare i giganti di cartapesta di Viareggio, l’intensa battaglia delle arance di Ivrea e l’eleganza senza tempo di Venezia, con qualche consiglio di impostazione.
Con una mirrorless Nikon Z in mano, potete muovervi dentro l’energia carnevalesca con un vantaggio silenzioso. Il mirino elettronico (EVF, Electronic View Finder) vi restituisce in tempo reale l’esposizione che state per ottenere, l’autofocus continuo (AF-C) vi segue anche quando tutto corre e la proverbiale tenuta di Nikon agli alti ISO vi permette di lavorare quando la luce cala e il Carnevale entra nella sua fase più teatrale e, talvolta, malinconica. (Immagine in apertura: “Il mostro ha paura“, dall’edizione 2025 del Carnevale di Viareggio, © Dino del Vescovo)
Prepararsi per essere “liberi”
Prima ancora di scattare, il Carnevale vi chiede di pensare. Informatevi sugli eventi, studiate il percorso delle sfilate, prevedete dove cadrà la luce e dove si addenserà la folla. Sembra noioso, ma è parte del gesto creativo. I calendari degli eventi sono fittissimi. Se arrivate in anticipo avrete più spazio e tempo e potrete decidere con calma se raccontare la scena in ampiezza o concentrarvi sui volti. Ed ecco che la scelta dell’obiettivo diventa decisiva.
Un NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S è l’alleato universale, l’obiettivo che potrebbe accompagnarvi per la vostra intera vita fotografica e di videomaker. Largo alla focale di 24 mm per restituire il respiro delle piazze, più intimo a 50 mm per il reportage ravvicinato, capace a 70 mm di regalare ritratti con un bello sfocato che separa il soggetto dallo sfondo (bokeh). È l’obiettivo che vi accompagna senza farvi perdere l’attimo. Potete abbinarlo anche a una Nikon Z in formato DX, come le Nikon Z30, Zfc e Z50II, trasformando l’intervallo di focale in 36-105 mm. Si possono fare grandi cose anche con il NIKKOR Z 24-70mm f/4 S, magari in coppia con la Nikon Z5II, la mirrorless che a un prezzo più che accessibile vi regala l’emozione del full-frame.
Se siete (appunto) fieri sostenitori del formato full-frame e delle reflex Nikon, non sbagliate con il NIKKOR AF-S 24-70mm f2.8E ED VR. Quando vi troverete lontani dai soggetti, magari dietro barriere o su punti sopraelevati, il NIKKOR Z 70-200mm f/2.8 potrebbe diventare la vostra finestra privilegiata. Consente di rubare espressioni, isolare dettagli dei costumi e cogliere attimi spontanei senza farvi notare.
Un’alternativa più economica e più che soddisfacente è il NIKKOR Z 70-180mm f/2.8. Se poi la vostra postazione vi costringe a “lanci lunghi”, potreste pensare al NIKKOR Z 28-400mm f/4-8 VR, meno luminoso perché con una gittata davvero considerevole e il vantaggio di tutti gli obiettivi intermedi, dal grandangolo al naturale.
Photo Credits: © viareggio.ilcarnevale.com
Photo Credits: © Dino del Vescovo
“Sic transit gloria mundi” è il carro che si è aggiudicato il primo premio dell’edizione 2025 del Carnevale di Viareggio. Lo scatto di destra evidenzia la capacità di un teleobiettivo di inquadrare dettagli impossibili per qualunque inquadratura grandangolare, come quelle tipiche degli smartphone
Carnevale di Venezia: un teatro antico sempre nuovo
A Venezia si scherza con… l’acqua. Il Carnevale è elegante, teatrale, sospeso nel tempo. Le maschere non urlano: occupano lo spazio come quadri viventi dentro una città che fa sognare. Qui la fotografia e i video vivono di atmosfera, dettagli e architettura. Avvicinarvi ai soggetti con il vostro zoom vi permette di catturare ricami, texture dei tessuti e sguardi nascosti. Ma senza contesto la magia si perde: una maschera veneziana racconta davvero solo insieme a calli, ponti e riflessi sui canali. Attenzione, però, perché troverete folla ovunque: viaggiate con il minore ingombro possibile e lottate per strappare uno scatto memorabile, nascosto nella massa.
Carnevale di Venezia: Programma 2026
A Venezia è sensato, se non indispensabile, affiancare allo zoom 24–70mm anche un vero grandangolo come il NIKKOR Z 14-24mm f/2.8 S. Che vi permette di abbracciare Piazza San Marco dalla folla, includere maschere in primo piano e architettura sullo sfondo, o costruire composizioni con riflessi nell’acqua.
In alternativa, più leggero e pratico tra la gente (nel formato DX), ideale per muoversi tra calli strette senza rinunciare alla profondità della scena, il NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR e meglio ancora il nuovo NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR. Sul fronte FX, perché non tentare un grandangolo puro come il NIKKOR Z 17-28mm f2.8?
Un panorama quanto mai ricco in una città ricca di storia e arte
Attenzione, però: il carnevale di Venezia non è solo il quieto liston, vale a dire la passerella dei costumi indossati con la classica Larva, la bianca maschera neutra. La festa inizia con il leggendario volo dell’angelo: una giovane donna alata che si cala lungo un cavo dal Campanile di San Marco all’omonima piazza. Per non parlare della coloratissima vogada, nel Canal Grande, espressione autentica della cultura nautica della Serenissima. Decine di barche a remi procedono addobbate per la sfilata acquea.
Un teleobiettivo è quindi quanto mai utile. Volete la scelta più comoda? Il NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1: si perde qualche stop di apertura e un bel po’ di gittata rispetto a un NIKKOR Z 70-200mm f/2.8 S, ma la transizione da un grandangolo a un medio teleobiettivo è immediata. Perché a Venezia, azione, gesto, espressione e palcoscenico meritano sempre di stare insieme. La luce naturale resta la vostra migliore alleata: evitate le ombre dure e preservate la tridimensionalità dei colori. Se dovete usare un flash della serie Speedlight di Nikon, come l’iper-collaudato SB-700 o il top di gamma Nikon Speedlight SB-5000, al tramonto o di sera, fatelo con delicatezza, solo come riempimento.
Carnevale di Viareggio: lotta fra titani (di cartapesta)
A Viareggio il Carnevale è spettacolo puro: carri monumentali, satira tagliente, folla allegra lungo il viale a mare. Qui la fotografia è scala, ritmo e dinamica. Per restituire l’imponenza dei carri serve ampiezza vera. Accanto al sempre utile 24-70mm, un NIKKOR Z 14-24mm f/2.8 S diventa decisivo. Vi permette di inquadrare strutture gigantesche per intero, includere folla e cielo nello stesso scatto e creare immagini davvero spettacolari della sfilata. E se volete abbinare un ultra-grandangolo a un corpo Nikon Z DX, la scelta è la migliore che si possa fare, il NIKKOR Z DX 12-28mm f/3.5-5.6 PZ VR. Vi piacerà anche per il suo zoom motorizzato.
L’AF-S NIKKOR 16-35mm f/4G ED VR è altrettanto gestibile e offre un ottimo compromesso tra ampiezza e controllo compositivo. Si monta su tutte le fotocamere reflex Nikon e, tramite l’adattatore Nikon FTZ o FTZII, anche sulla linea Nikon Z. Il 70-200mm f/2.8 resta però fondamentale per isolare dettagli, espressioni dei figuranti e gesti teatrali sopra i carri.
A Viareggio le dimensioni contano
I carri allegorici che sfilano durante gli appuntamenti viareggini hanno dimensioni che vanno dai 9 ai 20 metri, selezionati da un’apposita commissione sulla base dei bozzetti. La realizzazione dei colossi, all’interno della Cittadella del Carnevale, occupa praticamente un intero anno. La sfilata si svolge fin dal 1873, nata come un modo più semplice e povero di festeggiare la trasgressione. Ancora oggi, la satira dei potenti e dei famosi domina la scena, sotto l’insegna del Burlamacco, la maschera viareggina simbolo del carnevale.
Il movimento è l’anima del Carnevale di Viareggio
Con tempi di esposizione più lenti potete trasformare il caos in suggestive strisce di colore, mentre il panning vi consente di mantenere nitido un soggetto in movimento in mezzo al turbine visivo della sfilata. Se scattate con il flash sulla seconda tendina o in modalità slow-sync, al calare della sera, otterrete soggetti fermi su sfondi mossi, un linguaggio perfettamente coerente con l’energia dell’evento.
Con la sincronizzazione del flash sulla seconda tendina e tempi di esposizione lunghi da 1/4 s a 1 s, il sensore CMOS registra il movimento (mosso naturale), mentre il flash “congela” il soggetto al suo ultimo istante. L’obiettivo dello slow-sync, in pratica, è illuminare il soggetto con il flash senza lasciare al buio lo sfondo.
Carnevale di Viareggio: Programma 2026
Storico Carnevale di Ivrea: azione e polvere
Quello di Ivrea è un Carnevale diverso: fisico, competitivo, intenso. Le arance volano, la folla si muove, l’aria è carica di tensione e polvere. Qui non si fotografa o si registrano filmati solo con l’occhio: si fotografa e si riprende con il corpo dentro la scena. In questo contesto il già citato NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S è l’obiettivo ideale: vi consente di stare immersi nell’azione senza cambiare lente, passando dai gruppi in movimento ai ritratti ravvicinati in un attimo.
Se vi posizionate più lontani o sopraelevati, il NIKKOR 70-200mm f/2.8 vi permette di cogliere lanci, espressioni e momenti decisivi senza esporvi troppo alla ressa. Volete stare ancora più al sicuro? Il NIKKOR Z 28-400mm f/4-8 VR, già menzionato, è un po’ meno luminoso ma ha la vista più lunga. In fondo, la battaglia delle arance si svolge di giorno e febbraio sa già regalare giornate di sole in cui si prepara la primavera.
NIKKOR Z 28-400mm f/4-8 VR
È l’obiettivo perfetto per gli eventi che si svolgono all’aperto, mettendo a disposizione sia un ottimo grandangolo (28 mm) sia un super-teleobiettivo (400 mm).
La vezzosa mugnaia Violetta
La tradizione eporediese (questo l’aggettivo per persone e cose di Ivrea), in realtà, si svolge su più date e la citata battaglia delle arance è solo il suo apice.
Ci sono altri momenti della rappresentazione degni d’essere seguiti. Per esempio la rievocazione dell’episodio in cui la bella mugnaia Violetta, interpretata da una ragazza del luogo, si ribella al preteso ius primae noctis (in realtà mai esistito) del conte Ranieri di Biandrate, mozzandogli la testa. La leggenda risale al 1194 e dal 1858 è simbolo e fil rouge della manifestazione carnevalesca. Dopo la lotta, che fa scorrere (e sprecare) quintali di succo d’arancia per le strade, c’è il falò serale, che chiude la festa. Lo sapete: i fuochi sono un brutto e meraviglioso cliente per fotografi e videomaker…
Proteggere l’attrezzatura è cruciale
Ognuno ha il suo stile, ma spesso si consiglia di usare la priorità di diaframma fissata su f/2.8 o f/4 per raccogliere luce e ottenere uno sfocato sui soggetti. Meglio un valore ISO impostato su Auto, con tempo minimo che oscilli fra 1/60 s e 1/125 s. Il fuoco illumina molto, ma le persone si muovono e serve un tempo abbastanza rapido. Se non siete sicuri al duecento per cento del vostro occhio, selezionate l’autofocus continuo (AF-C) e, magari, lo scatto a raffica, per cogliere la forma del fuoco perfetta, che l’occhio non trattiene e che muta in molto meno di un secondo.
Anche in questo caso è consigliata la scelta dello slow-sync o del flash sulla seconda tendina. A Ivrea la protezione dell’attrezzatura è cruciale: paraluce sempre montato e filtro UV a protezione della lente frontale. Una borsa a tracolla è molto più pratica dello zaino, perché vi permette di reagire in fretta e tenere la fotocamera sempre pronta.
Impostazioni: pronti prima dell’attimo
Il Carnevale è sorpresa, per definizione. Non aspetta nessuno, in nessuna città. Conviene quindi arrivare con la fotocamera già “allenata”. La priorità di diaframma (modalità di esposizione A, da Aperture) vi lascia gestire la profondità di campo, quindi l’effetto bokeh. La sensibilità ISO automatica, con tempo minimo di 1/125 s (o 1/250 s quando il movimento è rapido), vi garantisce immagini nitide anche con luce variabile. L’autofocus continuo (AF-S) e lo scatto a raffica diventano indispensabili: non cercate l’attimo perfetto, lo intercetterete senza volerlo.
Sfondo, pubblico, spontaneità
In ogni carnevale lo sfondo conta quanto il soggetto. Cambiare punto di vista, usare lo sfocato dello sfondo o chiedere di potervi spostare in un punto più pulito, fa la differenza tra una foto qualsiasi e una foto memorabile. E poi c’è il pubblico: spesso più interessante dei carri. A Venezia gli sguardi assorti, a Viareggio l’entusiasmo collettivo, a Ivrea l’adrenalina condivisa. Fotografarli mentre osservano lo spettacolo vi regala autenticità pura, senza pose. Quando chiedete il permesso per un ritratto, fatelo con leggerezza: meglio un’espressione naturale che un sorriso forzato.
Scegliere cosa raccontare
Il Carnevale è troppo ricco per fotografarlo o riprenderlo tutto. Per quanto gli spunti saranno infiniti e irresistibili, dovete decidere prima quale sarà il vostro filo conduttore. I carri di Viareggio, le maschere di Venezia, l’azione di Ivrea, dovranno seguire una linea narrativa. O se focalizzarvi sulle reazioni della gente (ne vedrete delle belle, ndr) in tutte e tre le città. Questa scelta darà coerenza alla vostra serie e trasformerà le vostre immagini e i vostri video in una vera narrazione visiva. E ricordatevi, divertirsi è l’unico modo per fotografare il Carnevale, ma non è affatto uno scherzo…
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