Sensore DX o FX? Come orientarsi nella doppia anima del sistema Nikon Z

C’è un momento, nella vita di ogni fotografo e videomaker, in cui si deve scegliere da che parte stare: DX o FX, APS-C o full-frame. È una di quelle distinzioni che sembrano solo tecniche, ma che in realtà definiscono lo stile, il ritmo e perfino la filosofia del proprio modo di fotografare e riprendere video. Nel campo delle Nikon Z – la linea mirrorless che sta raccogliendo l’eredità leggendaria delle reflex – questa scelta si è fatta più affascinante che mai, soprattutto alla luce dei nuovi obiettivi NIKKOR Z DX annunciati in ottobre.
Naturalmente, si può anche decidere di non scegliere e alternare due corpi macchina a seconda delle esigenze. Inutile dire che noi non possiamo che incoraggiarvi su questa strada…

Immagine in apertura: © Dino del Vescovo

Questione di “grammatica” fotografica

Nel linguaggio Nikon, FX indica il formato pieno, il sensore full-frame da 36×24 mm, la stessa superficie della pellicola 35 millimetri. DX, invece, designa il formato ridotto APS-C, circa 24×16 mm, con il suo celebre “fattore di crop” 1,5× che restringe l’angolo di campo e fa sembrare ogni focale un po’ più lunga. In termini pratici, un obiettivo con lunghezza focale 50 mm montato su una fotocamera DX inquadra come un 75 mm su una FX. È una differenza di scala che però ha conseguenze molto più profonde del semplice ingrandimento.
Osservate l’immagine sopra. Il bordo rosso indica la composizione che si ottiene inquadrando e scattato con una Nikon FX. Il bordo giallo, invece, definisce l’area dell’inquadratura che verrebbe impressa sul sensore se, posizionandosi nello stesso punto, si inquadrasse e scattasse con una fotocamera DX. 

Differenze fra i formati DX e FX e modelli

Il sensore FX, con la sua maggiore superficie, raccoglie più luce, offre una gamma dinamica più ampia e un controllo più fine della profondità di campo. È il terreno ideale per chi ama il bokeh morbido, i dettagli nei toni d’ombra e quella pulizia d’immagine che fa la gioia dei ritrattisti e dei paesaggisti. Le mirrorless come la Nikon Z6III, la Z8, la Zf e la neonata Nikon ZR, da DNA cinematografico, incarnano questa filosofia: precisione, ricchezza tonale, e una risposta eccezionale anche alle alte sensibilità ISO.
Di contro, il formato DX offre una compattezza irresistibile. Le fotocamere Nikon Z50II, Zfc e la super compatta Z30 dimostrano che un sensore più piccolo non è certo sinonimo di una creatività limitata. Anzi, la leggerezza dei corpi e delle ottiche stimola la spontaneità, l’approccio rapido e dinamico, la libertà di viaggiare con poco peso e molta curiosità. Quel fattore di crop (1,5x) che amplia leggermente la profondità di campo diventa, in altri contesti, è un prezioso alleato: per la fotografia naturalistica o sportiva, è come avere un teleobiettivo in più nello zaino.

Photo Credits: © Dino del Vescovo

Lo stesso panorama ripreso sull’isola di Creta con una fotocamera con sensore FX (bordo rosso) e una fotocamera con sensore in formato DX (bordo giallo). L’obiettivo 28mm della FX “si trasforma” in un 42mm (28mm x 1,5) se montato su una fotocamera DX  

Nikon Z in formato FX

Sono nove i modelli di Nikon Z in formato FX (dimensioni del sensore: 35,9×23,9 mm) oggi compresi nel catalogo Nikon:

1 – Nikon Z9 (45,7 megapixel, video 8K UHD, monitor da 3,2 pollici)

2 – Nikon Z8 (45,7 megapixel, video 8K UHD, monitor da 3,2 pollici)

3 – Nikon Z6III (24,5 megapixel, video 5,4K UHD, monitor da 3,2 pollici)

4 – Nikon ZR (24,5 megapixel, video 6K Ultra HD, monitor da 4 pollici) – sistema Z Cinema

5 – Nikon Z7II (45,7 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3,2 pollici)

6 – Nikon Z6II (24,5 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3,2 pollici)

7 – Nikon Zf (24,5 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3,2 pollici)

8 – Nikon Z5II (24,3 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3,2 pollici)

9 – Nikon Z5 (24,5 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3,2 pollici)

Nikon Z6III
IF Design Awards e Red Dot Award 2025

Photo Credits: © Ravish Maqsood (Nikon Z6III)

Nikon Z in formato DX

Il catalogo Nikon comprende al momento tre modelli di Nikon Z in formato DX (dimensioni del sensore: 15,7×23,5 mm):

1 – Nikon Z50II (20,9 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3,2 pollici)

2 – Nikon Zfc (20,9 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3 pollici)

3 – Nikon Zfc HERALBONY (20,9 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3 pollici)

4 – Nikon Z30 (20,9 megapixel, video 4K UHD, monitor da 3 pollici)

Photo Credits: © Lucas Gramatica (Nikon Z50II)

Formato DX e Nikon: un futuro insieme!

Nikon ha concretamente dimostrato la sua rinnovata attenzione al mondo DX anche nella linea Z. Con l’annuncio dell’obiettivo luminoso NIKKOR Z DX 16-50 mm f/2.8 VR e del macro NIKKOR Z DX 35 mm f/1.7 MC, abbiamo confermato che il formato APS-C non è una parentesi, ma una parte integrante dell’ecosistema mirrorless. L’apertura f/2.8 costante e la stabilizzazione ottica VR del 16-50mm, o la possibilità di spingersi in macro con il 35 mm f/1.7 (rapporto di riproduzione equivalente: 1:1), offrono prestazioni che fino a poco tempo fa parevano riservate alle ottiche FX. In altre parole, il fotografo o il videomaker che scelgono DX oggi non devono necessariamente accettare compromessi qualitativi: può contare su obiettivi luminosi, rapidi e nitidi, perfettamente bilanciati per corpi compatti.

Immagine ottenuta con l’obiettivo NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR (intervallo di focale equivalente: 24-75mm). È evidente la capacità di isolare il soggetto principale dallo sfondo (effetto bokeh). 

Il NIKKOR Z DX MC 35mm f/1.7, primo obiettivo macro della collezione NIKKOR Z DX, alla minima distanza di messa a fuoco (16 cm) riproduce il soggetto con rapporto 1:1 rispetto al sensore di immagine.

La perfezione dell’uno, la praticità dell’altro

Resta naturalmente vero che il sensore full-frame FX è, e forse resterà, lo standard di riferimento per la qualità d’immagine assoluta. In condizioni di luce critica, il rumore digitale è minore. Nei file RAW, la gamma dinamica più estesa consente recuperi più puliti. E lo sfocato, quel tocco poetico che separa soggetto e sfondo (il desiderato effetto bokeh), rimane più naturale e vellutato. Tutto questo ha un prezzo, in senso letterale e in peso sullo zaino. Le ottiche FX sono più grandi, i corpi più solidi e meno economici, e per alcuni generi fotografici e creatori di contenuti (street, vlog e così via) la portabilità del sistema DX resta preferibile.

Una notizia meravigliosa: i sistemi DX e FX convivono

La bellezza del sistema Nikon Z è che le due filosofie convivono: l’attacco a baionetta Z-mount è lo stesso per DX e FX. Un obiettivo FX può lavorare su una fotocamera DX (con crop automatico). E un obiettivo DX può essere montato su un corpo FX, seppure con limitazioni. È un’architettura aperta, che permette a chi inizia con una Nikon Z DX di crescere, passo dopo passo, verso un futuro full-frame, senza cambiare ecosistema.
In definitiva, la scelta tra DX e FX non è una gara di specifiche, ma una questione di linguaggio.
Chi ama la fotografia come racconto intimo, portatile, agile, potrebbe trovare nel formato DX la naturale estensione del proprio sguardo.
Chi invece insegue la massima resa, il dettaglio senza compromessi, la ricchezza tonale e la profondità del campo visivo, probabilmente riconoscerà nel full-frame FX la propria casa ideale.
In entrambi i casi, Nikon oggi offre strumenti maturi, coerenti e innovativi. Il vero vantaggio, forse, è proprio questo: non dover più scegliere tra leggerezza e qualità, ma decidere solamente con quale voce far parlare la propria visione.

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