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Una “iena fantasma” vince il Wildlife Photographer of the Year 2025. Foto scattata con Nikon D810
Il Wildlife Photographer of the Year è sempre una festa per il mondo della fotografia e una gioia per gli occhi. Permetteteci però un pizzico (appena un pizzico) di gioia in più, nel festeggiare tra i premiati dell’edizione di quest’anno due membri della famiglia Nikon. Trattasi di un rodato professionista e Nikon Ambassador come Wim van den Heever, e un giovanissimo appassionato made in Italy quale Andrea Dominizi. I due si sono aggiudicati, rispettivamente, il primo premio assoluto e la categoria Young Wildlife Photographer of the Year 2025.
Lo scatto di Wim van den Heever è un monumento di dedizione totale, tecnica, fiuto. Ammiriamo la città fantasma di Kolmanskop – un tempo centro d’estrazione di diamanti – avvolta di silenzio e foschia tra le sabbie del deserto del Namib. Eppure, sotto la luce tremolante dei lampi flash, una iena bruna, specie tra le più elusive al mondo, attraversa le sue rovine. Quando il sensore di una fototrappola rileva il movimento, due flash scattano all’unisono. la Nikon D810 di Wim van den Heever cattura Ghost Town Visitor, l’immagine che conquista il 61° Wildlife Photographer of the Year. (Immagine in apertura: © Amit Eshel)
Ghost Town Visitor – © Photo Credits: Wim van den Heever, vincitore assoluto del Wildlife Photographer of the Year 2025
Ghost Town Visitor, come e con quale Nikon è stata scattata
La scena spettrale, l’edificio in rovina sullo sfondo, la nebbia portata dall’oceano e le zampe striate della iena, illuminate per un istante, ci proiettano in una dimensione quasi surreale. Van den Heever aveva iniziato circa dieci anni prima, seguendo tracce e segnali nella zona, fino a predisporre questa postazione remota con telecamere automatiche, sensori di movimento e flash dedicati. È questo mix di infaticabile pazienza, tecnica e tenacia a rendere Ghost Town Visitor un’immagine tanto potente quanto rara.
Nei metadati divulgati, si rivela che Wim ha impiegato, come detto, una Nikon D810 con obiettivo AF-S NIKKOR 17-35mm f/2.8D ED, impostata su ISO 3.200, insieme a due flash Nikon Speedlight SB-800 sincronizzati, e un sensore Camtraptions per l’attivazione automatica. Il risultato finale è, semplicemente, un capolavoro.
Giovane talento italiano: Andrea Dominizi e la sua Nikon
Accanto al vincitore assoluto, la 61ª edizione del concorso premia anche il primo italiano a ottenere il titolo Young Wildlife Photographer of the Year 2025: Andrea Dominizi. La sua immagine, intitolata After the Destruction (Dopo la distruzione), ritrae un cerambicide (insetto xilofago) nel contesto boschivo dei Monti Lepini, nel Lazio. È situato accanto a macchine per il taglio e il trasporto di legname che evocano il tema dello sfruttamento di risorse naturali.
Nelle informazioni ufficiali si legge che la sua passione per la fotografia è nata da una “piccola fotocamera compatta Nikon” con cui ha cominciato a osservare la natura attorno a casa. Per lo scatto vincente ha usato una reflex Nikon D7100 con obiettivo Tokina 10-17 mm f/3.5-4.5 (configurato a 17 mm), ISO 400, tempo 1/80 s e un flash off-camera Godox TT350 con diffusore.
Oltre a un insegnamento tecnico, Dominizi ci offre un esempio che potremmo definire “morale”: non c’è bisogno di rincorrere mete esotiche troppo lontane per scattare una foto memorabile.
Il contrasto tra la delicatezza del piccolo insetto e l’impronta umana nel paesaggio circostante diventa un messaggio potente: un invito a riflettere sul rapporto fragile tra la biodiversità e le attività dell’homo sapiens.
After the distruction – © Photo Credits: Andrea Rominzi, vincitore del premio Young Wildlife Photographer of the Year 2025
L’Impact Award e la forza delle storie che cambiano
Da due anni il concorso include per altro l’Impact Award, dedicato alle fotografie che raccontano percorsi di conservazione, speranza e cambiamento positivo. Nel 2025 il premio va al brasiliano Fernando Faciole per Orphan of the Road (Orfano della strada), che ritrae un cucciolo di formichiere gigante in un centro di riabilitazione dopo la morte della madre – vittima di un incidente stradale.
In una lunga esposizione notturna, il cucciolo segue il suo tutore dopo la poppata serale, in un’immagine che denuncia la mortalità animale nei pressi delle autostrade e mostra come l’intervento umano consapevole possa fare la differenza. Il progetto Anteaters and Highways, promosso dal Wild Animal Conservation Institute, lavora parallelamente per realizzare recinzioni e tunnel sotterranei che permettano ai formichieri di attraversare strade in sicurezza. La fotografia, potremmo dire da sempre, è anche testimonianza, denuncia, racconto di futuri possibili e di passati al limite dell’estinzione.
Orphan of the Road – © Photo Credits: Fernando Faciole, vincitore dell’Impact Award Winner 2025
© Photo Credits: Javier Aznar González de Rueda, vincitore del Photojournalist Story Award 2025
Ci sono altre 19 categorie premiate, e altrettante foto meravigliose. Si parte dai fotografi più giovani (fino ai 10 anni) per passare ai preadolescenti (11-14 anni) fino alle soglie della maggiore età (15 – 17 anni). La sezione Photojournalist Story è stata vinta da Javier Aznar González de Rueda, con il suo serpente a sonagli al chiaro di luna.
E che dire dello spettacolare stormo di gabbiani illuminato da un peschereccio, immortalato da Audun Rickardsen e vincitore nella categoria Oceans.
C’è poi il ragno avvolto da una naturale psichedelica ripreso da Simone Baumeister, vincitore categoria Natural Artistry.
E c’è una incredibile e dinamica rappresentazione della catena alimentare catturata da Qingrong Yang, vincitore categoria Behaviour: Birds. Un pesce piccolo ingoiato da un pesce grande a sua volta inseguito da un airone bianco. Quest’immagine, intitolata Synchronised Fishing, è il risultato di una Nikon Z9 e di un obiettivo NIKKOR Z 400mm f/2.8 TC VR S. La natura è meravigliosa, ma anche “crudele”. E gli scatti di questo storico concorso fotografico lo testimoniano senza reticenze, sia pure con uno sguardo attento alla bellezza e all’armonia.
Synchronised Fishing – © Photo Credits: Qingrong Yang, vincitore per la categoria Behaviour: Birds
Wildlife Photographer of the Year 2025: la mostra e l’itinerario dell’esposizione
Le immagini vincenti – selezionate fra le cento migliori – saranno esposte al Museo di Storia Naturale di Londra dal 17 ottobre 2025 al 12 luglio 2026. Subito dopo, la mostra farà tappa in Italia: sarà ospitata al Museo della Permanente di Milano dal 15 novembre 2025 al 25 gennaio 2026.
Il tema guida dell’esposizione è la relazione tra il soggetto naturale, il contesto ambientale e le trasformazioni che plasmano gli habitat. Inoltre, per la prima volta sarà introdotto il Biodiversity Intactness Index (BII), un indicatore che misura lo stato della biodiversità residua in una regione su scala da 0 a 100%.
Nikon e il linguaggio visivo del concorso
Uno degli aspetti tecnicamente affascinanti del Wildlife Photographer of the Year è il ricorso a fotocamere di diverso livello per catturare soggetti estremamente difficili. Non pochi vincitori negli ultimi anni usano attrezzature Nikon. Nel caso di Wim van den Heever, l’uso della D810 per la fototrappola dimostra come un corpo macchina di qualche anno fa possa ancora primeggiare quando si abbina a tecnica, controllo della luce e pazienza.
Anche Dominizi testimonia come la scelta Nikon lo abbia accompagnato fin dagli inizi: da una compatta COOLPIX a una reflex APS-C come la D7100, proiettandolo poi verso obiettivi più ambiziosi.
In più, nel panorama dei fotografi naturalisti europei, alcuni nomi legati a Nikon hanno una visibilità significativa. Ad esempio, Andy Parkinson – spesso citato come una voce influente nella fotografia naturalistica europea – è noto per essere Nikon Europe Ambassador.
Così, in questo contest di altissimo livello, Nikon è più che il fornitore di strumenti: è parte del linguaggio tecnico che consente di plasmare visioni d’impatto.
Il Wildlife Photographer of the Year 2025 si conferma non solo una vetrina di meraviglie naturali, ma un palcoscenico di idee. Wim van den Heever trasforma Kolmanskop in un teatro dove la fauna emerge tra fantasmi minerari. Andrea Dominizi fa parlare un piccolo insetto come simbolo di fragilità ecologica. Fernando Faciole illumina la speranza anche dove il destino sembrava segnato. La bellezza, talvolta impercettibile al nostro sguardo nudo, si rivela in tutta la sua maestà, dietro un obiettivo fotografico (e una macchina Nikon).
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