NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR, un 50mm con “superpoteri”

Nella storia della fotografia, poche focali hanno una reputazione solida quanto il 50mm. Sulle fotocamere full-frame è considerato il “normale”: un’ottica che restituisce proporzioni, profondità e prospettiva percepite come naturali da chi guarda.
Molti produttori e teorici lo hanno descritto così perché l’angolo di campo prodotto (circa 45-50°) è vicino a quello che percepiamo come “naturale” quando guardiamo con i nostri occhi un soggetto o una scena.
Inoltre, il 50mm rende i volumi del viso e delle figure umane senza deformazioni vistose: non “allarga” come un grandangolo, né “schiaccia” come un tele. Il 50mm è stato, nell’era d’oro della pellicola, l’obiettivo “di serie” di moltissime reflex analogiche. Oggi lo si definirebbe uno standard.
Il risultato è che il “50mm” è diventato uno stile fotografico. Un modo di inquadrare il mondo con un punto di vista equilibrato, né troppo invadente né distaccato.

Uno scatto al crepuscolo perfettamente riuscito è la sintesi fra una buona composizione, il giusto tempo di esposizione e un diaframma ad ampia apertura. Diversi i vantaggi di quest’ultimo: consente di mantenere bassi i valori ISO del sensore di immagine, cattura luce sufficiente senza ricorrere a pose lunghe, permette di scattare senza treppiedi. Qualità che si ritrovano a bordo dell’obiettivo per mirrorless Nikon in formato DX NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR 

La lunghezza focale preferita dai grandi fotografi?

Basta scorrere la storia della fotografia per vedere quante firme illustri abbiano fatto largo uso del 50mm (pur usando anche altre focali). Henri Cartier-Bresson è forse il nome più legato al 50mm. Numerose fonti ricordano come il maestro del “momento decisivo” preferisse un 50mm per la sua prospettiva naturale, tanto da renderlo una sorta di archetipo dello street reportage.
Ma nel pantheon di questo obiettivo non mancano altri nomi illustri. Robert Doisneau, Robert Frank, Elliott Erwitt non possono mancare in questo albo d’oro della fotografia. E anche loro sono testimoni di questa combinazione tipica per reportage urbano e di strada, proprio perché consente di essere vicini al soggetto mantenendo un punto di vista credibile e “umano”.
Steve McCurry è un testimonial d’eccezione delle ottiche fisse Nikon, tra cui proprio il Nikkor 50mm f/1.4D, che dice di apprezzare per velocità e nitidezza, affiancato da zoom come il 17-55mm f/2.8.
Bisogna essere chiari, quindi: il 50mm non è una fissazione nostalgica, ma una scelta pratica. Permette di raccontare persone e luoghi con un rapporto di distanza/coinvolgimento che funziona, dalla street photography al reportage, dal ritratto ambientato al lavoro editoriale. Ma perché vi parliamo del “50mm fisso” se l’articolo è dedicato allo zoom NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR? La risposta è nei paragrafi che seguono.

Se la virtù sta nel “mezzo”…

Il NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR svolge egregiamente il compito di un’ottica luminosa a focale fissa di 50 mm, offrendo nel contempo angoli di campo maggiori e minori. Basta infatti ruotare l’anello dello zoom, dalla posizione “normale” intermedia, verso l’estremo 16 mm per ottenere un grandangolo effettivo 24 mm f/2.8. Oppure, verso l’estremo 50 mm per ottenere un medio tele da 75 mm equivalenti con la stessa luminosità. I vantaggi sono quelli tipici delle ottiche zoom: più focali in un solo obiettivo per un’attrezzatura più pratica e leggera da trasportare.
L’anello alla base della scala graduata delle focali funge sia da anello di messa a fuoco manuale, sia di regolazione dell’apertura, della sensibilità ISO, dell’esposizione e via dicendo. Tutto questo con l’affidabilità della stabilizzazione Nikon VR che permette di guadagnare, a mano libera, fino a 4,5 stop sui tempi di esposizione.   

Il 50mm sul formato Nikon DX

Su sensore DX/APS-C (15,7×23,5 mm), come quello delle mirrorless Nikon Z in formato DX (Z30, Zfc, Z50II, seconda generazione della Z50), cambia l’angolo di campo. Per avere la stessa inquadratura di un 50mm su full-frame (FX: 23,9×36 mm) serve una focale DX attorno ai 35 mm. L’equivalenza si ottiene infatti moltiplicando la focale effettiva per 1,5.
Il nuovo NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR copre, quindi, focali da 16 a 50 mm, equivalenti a 24–75 mm nel formato 35mm/FX. A 16 mm avete un grandangolo luminoso (equivalente a un 24 mm) per paesaggi, interni, street molto dinamica. Ma a circa 30-35 mm – la posizione intermedia dello zoom – vi avvicinate alla resa di un “normale” classico da 50 mm.
Spostandovi a 50 mm vi spostate su un medio-tele di focale equivalente a 75 mm, perfetto per ritratti, dettagli, mezzibusti con uno sfondo più morbido e sfocato.
Quindi, quando parliamo delle “qualità del 50mm” in relazione a questo zoom, stiamo davvero parlando di come sfruttare la sua focale intermedia per ottenere quella resa classica, con in più la flessibilità di tutta l’escursione 16–50mm.
Per completezza di informazione vi ricordiamo che insieme al NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR, Nikon ha presentato, sempre per le mirrorless DX, un nuovo obiettivo a focale fissa, il NIKKOR Z DX MC 35mm f/1.7. Oltre ad abbinare la focale equivalente 50 mm all’apertura massima f/1.7 (tanta roba!), vanta un rapporto di riproduzione equivalente di 1:1 (0,67x reale). In altri termini è un obiettivo macro, progettato per fotografare e filmare soggetti molto vicini. Ma ve ne parleremo diffusamente in uno dei prossimi articoli.    

La possibilità di usare tempi di esposizione molto brevi senza sacrificare la luminosità della scena è alla base della capacità del NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR di congelare i movimenti. Una virtù che si presa alla fotografia e alla ripresa sportiva o di azione in generale

Come l’occhio umano, che è in grado di scorgere dettagli anche nelle situazioni di luce più critiche, anche l’ampia apertura f/2.8, costante a tutte le lunghezze focali, del NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR permette scatti e riprese video per altre ottiche impossibili

Nuovo NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR: il 50mm che fa molto di più

Abbiamo presentato il NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR come il primo zoom DX f/2.8 costante per il sistema Z. Pensato per ritratti, paesaggi, street, azione e video, mostra particolare attenzione alle prestazioni in bassa luce e al bokeh. Tra le sue caratteristiche principali ci sono:

  • Apertura massima costante f/2.8 su tutto l’intervallo 16–50mm, che consente di mantenere tempi veloci e valori di sensibilità ISO più bassi anche quando si zooma verso i 50mm. Utile per congelare il movimento e per lavorare in interni o al tramonto.
  • Diaframma ad apertura circolare a 9 lamelle, per un bokeh di qualità assoluta, bagliori sullo sfondo più definiti e sfocatura circolare, simile a quella percepita dall’occhio umano.
  • Escursione equivalente 24–75mm (nel formato full-frame), che copre dal grandangolo al corto tele. In pratica, l’intero range quotidiano di un fotografo generalista, inclusa la zona “classico 50mm” come look e funzionalità.
  • Stabilizzazione VR fino a 4,5 stop, una riduzione di vibrazioni a decentramento ottico con efficacia fino a 4,5 stop. Gli scatti a mano libera sono più nitidi e i video più stabili.
  • Messa a fuoco ravvicinata: solo 0,25 m a 50 mm (75 mm equivalenti) di focale. La distanza minima di messa a fuoco è 0,15 m a 16 mm e 0,25 m a 50 mm, così da permettere scatti ravvicinati e dettagli con un effetto sfocato sullo sfondo.

L’alternativa meno luminosa ma più maneggevole

Lo stesso intervallo di focale caratterizza il NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR, obiettivo zoom in formato DX introdotto con la prima mirrorless DX della nostra collezione, la Nikon Z50. Se gli angoli di campo prodotti sono gli stessi (da 83° a 31° 30′), gli utilizzi che derivano dall’integrazione di un diaframma completamente diverso (meno luminoso e a 7 lamelle) sono altrettanto differenti.
Il NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR si presta meno al ritratto, produce un bokeh molto più contenuto (a 75 mm equivalenti, l’apertura massima è f/6.3, contro f/2.8 del NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR), ma in compenso ha una compattezza e un peso da record. È infatti lo zoom da viaggio, perfetto per chi vuole passare inosservato. I due obiettivi sono raffigurati sotto nelle giuste proporzioni e con le principali differenze in evidenza. Il NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR è disponibile nei colori black e silver, variante cromatica ideale da abbinare alla mirrorless DX dallo stile vintage Nikon Zfc.

NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR

Diaframma: circolare a 9 lamelle
Distanza minima di messa a fuoco (rispetto al piano focale): da 15 cm a 25 cm
Diametro del filtro: 67 mm
Dimensioni (barilotto retratto): 74,5×88 mm 
Peso: 330 g

NIKKOR Z DX 16-50mm f/3.5-6.3 VR

Diaframma: circolare a 7 lamelle
Distanza minima di messa a fuoco (rispetto al piano focale): da 20 cm a 30 cm
Diametro del filtro: 46 mm
Dimensioni: 70×32 mm
Peso: 135 g

NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR, il fascino del 50mm in uno zoom “contemporaneo”

Possiamo considerare il classico 50mm come il “campo da gioco” naturale per ritratti con proporzioni credibili e sfondo morbido. E per street, dove restare a una distanza umana dal soggetto, e reportage che non deformi ambienti e volti. Con questi presupposti, il nuovo NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR offre un vantaggio decisivo. Quello sguardo lo avete sempre disponibile nella posizione centrale dello zoom. Ruotando l’anello in senso orario o antiorario, vi si apriranno altre infinite possibilità creative
Sintonizzati sul 50mm equivalenti potete realizzare ritratti con sfondo piacevolmente sfocato e a mano libera, grazie all’apertura f/2.8 e al VR che vi permette di non alzare eccessivamente gli ISO. Inoltre, vi sarà facile inquadrare e isolare dettagli architettonici, elementi grafici, momenti rubati alle persone che vi scorrono davanti agli occhi.
Tutto questo, con una compressione leggera tipica del “cinquantino classico”, ma con un tocco in più da tele non troppo lungo. Se però avete bisogno di contestualizzare, basta ruotare la ghiera e spostarvi a 24 mm (per avere il 35mm equivalente) per avvicinarvi a un semi-grandangolo perfetto per reportage e viaggi. Fermandovi poi su 16 mm (24 mm equivalenti) potete invece raccontare spazi più stretti, interni, ma anche paesaggi.
Se volete invece restringere il campo delle vostre inquadrature, potete andare oltre i 35 mm indicati sul barilotto ed entrare nel mondo dei medio-tele. Alla focale 50 mm, avrete un 75mm effettivo con apertura massima f/2.8, quanto basta per realizzare primi piani d’autore.

Il 50mm non è più un’isola. Vi accompagna come il “migliore amico” del fotografo, ma non vi chiede fedeltà assoluta. È una scelta all’interno di una più ampia gamma creativa, racchiusa in un unico obiettivo.
Insomma, con il NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR abbiamo attualizzato la tradizione: mirrorless compatte, sensore DX, stabilizzazione integrata nell’obiettivo, autofocus ottimizzato anche per il video. Se amate l’estetica del 50mm ma non volete rinunciare alla flessibilità, questo nuovo zoom DX è una opportunità imperdibile.

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