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Sul set con Dalilù: perché la Nikon ZR è la videocamera ideale per filmmaker e content creator
Continuiamo il nostro viaggio fra registi e filmmaker che hanno avuto modo di apprezzare e sperimentare sul campo le potenzialità cinematografiche della nuova Nikon ZR.
Piccola, ma con un monitor integrato da record, leggera (solo 630 g, batteria compresa) e nata per riprodurre sul set gli amati “look RED”, la nostra nuova cinema-camera ha accompagnato Dalila Ceccarelli, in arte Dalilù, nella produzione del suo ultimo documentario. Ecco cosa ci ha raccontato a lavoro finito.
Chi sei come professionista e come creativa? Quali esperienze e passioni ti hanno portato a scegliere il tuo percorso?
“Lavoro come regista art director. Ho iniziato come videomaker nel 2012, per poi crescere come filmmaker e capire che tutto quello che è regia e direzione creativa è esattamente ciò che mi interessa fare. Ed è proprio questo che faccio da 5 anni.
L’interesse per il video è nato dalla mia prima passione, la musica. Ho imparato a girare video nel 2008 quando dovevo auto-promuovermi come cantautrice. Ho scoperto così tutto ciò che si celava dietro l’audiovisivo e che riuscivo a raccontare meglio con le immagini che con la musica.
Sono partita da autodidatta, studiando su YouTube la teoria e mettendo in pratica quello che capivo su ogni set. Un percorso non facile, perché online in quegli anni c’era davvero poco.”
Dalilù sul set con ZR
“Nessuno spiegava veramente come si fa questo lavoro. Così, quando sono maturata con l’esperienza, ho deciso di aprire un canale YouTube tutto mio (@DaliluOF), che porto avanti ancora oggi. Ho iniziato a divulgare ciò che ho imparato negli anni, con in mente la Dalilù del 2008, che allora avrebbe tanto voluto una guida, che però non c’era. Oggi, il mio lavoro si divide tra le produzioni come regista art director e quelle da divulgatrice online, che ispira altre persone a lavorare nel settore video.”
Dopo aver provato la Nikon ZR, se dovessi descrivere tre aspetti che più ti hanno colpito sul campo, cosa mi diresti?
“Premetto che la nuova Nikon ZR è diversa da tutte le altre camere sul mercato. La collaborazione di Nikon e RED ha permesso di avere il codec R3D NE (quindi il RAW di RED) integrato. Personalmente sono una grande fan del “look RED” e poterlo avere a disposizione in una camera così piccola per me è tantissimo. Piccola, appunto: la ZR è davvero compatta se penso a tutto ciò che offre.
Per me che lavoro sui set per molte ore, avere un corpo decisamente leggero, che pesa circa 600 g, è qualcosa che mi fa solo dire “wow”!”
Sul set con Dalilù e Nikon ZR
“Infine direi il monitor… I 4’’ della diagonale sono ideali per quelle situazioni in cui non hai modo e voglia di utilizzare un monitor esterno… Perché, già con quello della camera riesci a vedere ciò che è fondamentale per lavorare bene. Ci sarebbero altri plus eh… ma me ne avete chiesti solo tre… quindi mi fermo qui!”
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C’è un dettaglio tecnico o un aspetto della nostra nuova cinema-camera che ti ha permesso di osare di più o di raccontare in maniera diversa la tua idea?
“Certo! La stabilizzazione… oltre ai tre aspetti che ho appena menzionato. La storia che ho voluto raccontare era pensata come un contenuto multipiattaforma. Ogni ripresa aveva l’obbligo di funzionare in verticale e in orizzontale. E poiché il tempo a disposizione era pochissimo, non potevo ripetere alcune azioni per ottenere la stessa clip in un formato e nell’altro.”
Sul set con Dalilù, Nikon ZR e l’artista Luca Ballestra
Sul set con Dalilù, Nikon ZR e l’artista Luca Ballestra
“La stabilizzazione della ZR è stata fondamentale, perché mi ha permesso di girare a mano libera, dando comunque la sensazione che la camera fosse quasi ferma, senza dover per forza utilizzare un treppiede.
Solo con un treppiede infatti, se avessi usato un’altra camera, avrei potuto usare il linguaggio adatto al contenuto che intendevo realizzare. Con la Nikon ZR sono riuscita a far tutto in pochissimo tempo, avendo la sicurezza che ogni clip sarebbe stata ferma esattamente per come serviva a me.”
In che modo la compattezza, l’ergonomia e l’estetica del prodotto ti hanno accompagnato nella produzione, sia lato professionale sia lato personale?
“Beh, mi hanno reso tutto più semplice e mi hanno fatto andare decisamente spedita. Zero perdite di tempo dietro a cavi e cavetti. Zero cambi continui di batterie, perché quella della Nikon ZR dura davvero tanto, anche girando in RAW e in 6K. Avere la ZR tra le mani mi ha fatto pensare soltanto a raccontare, senza dovermi preoccupare di questioni tecniche.
Era già pronta per andare in REC.”
Per quale tipologia di creativi ritieni che la Nikon ZR sia la scelta ideale? E perché?
“Credo che questa camera sia ideale per due tipi di creativi. Il primo comprende quei ragazzi e ragazze che stanno iniziando a lavorare con il video, che devono produrre contenuti per il web e che un giorno vorranno sperimentare anche qualcosa in più. I tanti codec interni permettono infatti di coprire una vasta gamma di contenuti e se poi ci si vuole cimentare con produzioni più corpose, i due formati RAW (quello di RED e quello di Nikon – che c’è ma non l’ho citato sopra) rendono la ZR un investimento per il futuro.”
“Il secondo tipo di creator lo identificherei con i filmmaker che vogliono iniziare a sperimentare in ambito cinematografico, senza dover affrontare un investimento economico importante. Ciò, non solo per il corpo, ma anche per gli accessori che per una camera diversa dalla Nikon ZR sarebbero comunque necessari. Qualsiasi camera cinematografica, rispetto alla ZR, sarebbe inoltre molto più ingombrante.”
Guarda il video “Dipingere la Luna, Toccare un Sogno!”
Nel progetto che hai realizzato, quali scelte creative hai fatto e in che modo la ZR ha contribuito a valorizzarle?
“Per rendere più dinamico il video, ho voluto integrare riprese dal basso e dall’alto. Ecco, con un’altra camera sarebbero state difficili da realizzare. Il peso limitatissimo della ZR invece mi ha permesso di fare tutto a mano libera senza alcun problema. Integrando poi la stabilizzazione, ho ottenuto il risultato desiderato.
Aggiungo inoltre che avevo in mente un look ben preciso: ombre tendenti al blu navy. L’aver potuto girare in RAW mi ha permesso di preoccuparmi poco durante lo shooting di alcune imperfezioni. Nonostante i tempi strettissimi, sapevo che avrei ottenuto il risultato desiderato senza rischiare di rovinare le mie clip. Per me, tutto questo è stato veramente fondamentale!”
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