Da Kyoto a Tokyo in bicicletta: viaggio fotografico nel Giappone più autentico

Dopo “Tratti” Patagonia — il viaggio-documentario che li aveva portati tra gli spazi sconfinati della Terra del Fuoco — Paolo Penni Martelli, Willy Mulonia e Frank Lotta tornano a raccontare il mondo scegliendo ancora una volta la bicicletta come mezzo e la fotografia come linguaggio.
Tre percorsi diversi che si incontrano sulla stessa strada: Paolo, fotografo specializzato nel mondo delle due ruote e abituato a raccontare il movimento attraverso le immagini; Willy, ultracyclist e viaggiatore di lunga esperienza; Frank, voce radiofonica e narratore on the road. In “Tratti” Giappone, il loro sguardo si sposta dalle terre selvagge della Patagonia all’equilibrio silenzioso del Giappone, inseguendo non i luoghi comuni, ma le persone, i dettagli e le storie custodite lungo il cammino.

Guarda il video del teaser ufficiale del documentario “Tratti” Giappone – Francesco Frank Lotta 

Guarda il video del teaser ufficiale del documentario: “Tratti” Giappone – Francesco Frank Lotta

Un viaggio fatto di incontri, dettagli e osservazione, dove la fotografia nasce dall’ascolto e dalla capacità di adattarsi all’imprevisto. Con un’attrezzatura essenziale ma affidabile, ogni chilometro diventa parte della storia.

Un viaggio fatto di incontri, dettagli e osservazione, dove la fotografia nasce dall’ascolto e dalla capacità di adattarsi all’imprevisto. Con un’attrezzatura essenziale ma affidabile, ogni chilometro diventa parte della storia.

“Tratti” Giappone

«Siamo ripartiti, sempre noi tre: io, Frank e Willy. Dopo la Patagonia, siamo andati all’estremo opposto, in Giappone. Volevamo passare dalle terre sconfinate e poco popolate della Terra del Fuoco alle megalopoli nipponiche, dall’anarchia della natura nel Perito Moreno fino al perfezionismo geometrico dei giardini zen di Kyoto. Ancora una volta non saremmo stati noi i protagonisti: non le nostre gesta, non i nostri fisici e nemmeno la nostra fatica. L’occhio di bue sarebbe stato puntato ancora sull’altro, su chi davvero vive quei luoghi, su coloro che ci avrebbero aperto la porta di casa e ci avrebbero accolto, dandoci un assaggio di cultura e tradizione».

Paolo Penni Martelli in viaggio con la sua Nikon Z9

«Da Kyoto a Tokyo, circa 1.000 chilometri in bici attraverso le risaie sconfinate della campagna giapponese, passando per le coste impervie della Penisola di Izu, fino ai trentasei milioni di cittadini che popolano Tokyo. Tre le interviste programmate in anticipo: tre generazioni di donne ci racconteranno la resilienza e l’evoluzione dell’ospitalità millenaria giapponese nel loro storico ryokan; un ex lottatore di sumo ci svelerà i segreti di una vita di sacrifici e rituali sacri; infine, una geisha ci aprirà una finestra su un mondo di arte, mistero e grazia immutata nel tempo. Tutto il resto del viaggio sarebbe stato scritto dal caso, dalla necessità o dalla fortuna».

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Viaggio fotografico in Giappone: in armonia con il mondo circostante

«È presuntuoso e stupido pensare di provare a comprendere una cultura millenaria in soli venti giorni di viaggio. Bisogna però dire che la bicicletta può aiutare molto in questo senso. Le ore trascorse a pedalare e la velocità media, in armonia con il mondo circostante, costringono a pensare e ragionare, a studiare e osservare ciò che ci circonda, provando a comprendere, senza fretta. La cultura giapponese è radicata nei valori scintoisti di profondo rispetto per la natura e nelle severe regole buddiste del dovere, della disciplina e del rispetto collettivo. Si esprime attraverso la sacralità dei dettagli e della forma. In questo contesto viene meno l’individualità, che noi tanto esaltiamo, per dare invece spazio al valore collettivo».

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Come scegliere l’attrezzatura

«Viaggiare è lasciarsi attraversare dalla cultura e dalle tradizioni che ti ospitano. È accettare di perdere i propri punti di riferimento per trovarne di nuovi, sperando che attecchiscano e che restino presenti anche una volta finito il viaggio. Dal punto di vista più tecnico e fotografico, la cosa fondamentale rimane una: ridurre al minimo indispensabile la quantità di tecnologia che si trasporta.
Questo include essere pronti a non avere un PC per i backup e nemmeno una macchina fotografica di scorta. Il peso in eccesso e la mancanza di spazio possono diventare i peggior nemici. “Poche cose ma buone” rimane una delle regole fondamentali. Il timore che qualcosa si possa rompere non va risolto con una quantità ulteriore di materiali, bensì con una maggiore accuratezza nella scelta e nella cura degli oggetti».

Cosa avevo con me

Una Nikon Z9, tre batterie, un obiettivo NIKKOR 24-120mm f/4, Nikkor 28-75mm f/2.8, sei memorie da 32 GB, un caricabatterie, un drone DJI Mini 5 Pro.

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

«Il principale problema da risolvere, personalmente, è stato decidere come trasportare la macchina fotografica pedalando. Dopo anni di tentativi, trovo che le soluzioni migliori siano un marsupio da mountain bike, che scarica il peso sulle anche ed elimina il problema di averlo sulle spalle, oppure creare (come nel mio caso) una borsa apposita sul portapacchi anteriore della bici».

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

«La soluzione della macchina fotografica a tracolla, forse per la mia conformazione, non è praticabile e nemmeno consigliabile per viaggi così lunghi. Qualsiasi cosa faccia pressione su spalle e collo, col passare delle ore, può facilmente portare a un’infiammazione. Il resto è solo consapevolezza: non avendo tutta l’attrezzatura possibile con sé, alcune foto non potranno essere scattate».

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

Accoglienza e assenza di malvagità

«Amo però ricordare a me stesso che se quelle foto “perse” le state vedendo, vuol dire che nella vostra testa sono già impresse. E questo non può far altro che continuare ad alimentare la passione per la fotografia. Il Giappone segna nel profondo, non tanto per i paesaggi o per le megalopoli, bensì per l’accoglienza e l’apparente assenza di malvagità quotidiana. Se intorno a me vedo solo rispetto, anche io mi comporterò di conseguenza».

«Chiedere è la vergogna di un minuto,
non chiedere è la vergogna di una vita
»

Guarda anche il documentario “Tratti” Patagonia – in bicicletta ai confini del Mondo

“Tratti” Patagonia racconta il viaggio in bicicletta di Frank Lotta, Paolo Penni Martelli e Willy Mulonia attraverso mille chilometri ai confini del mondo, da El Calafate a Ushuaia. Tra il ghiaccio del Perito Moreno, i venti della Terra del Fuoco e paesaggi sconfinati, il documentario e il libro trasformano l’avventura in un racconto umano fatto di incontri, fotografia e scoperta. Dove la strada diventa il modo più autentico per entrare in contatto con ciò che ci circonda.

Directed by: Francesco Frank Lotta
Post production: Francesco Frank Lotta
Camera: Francesco Frank Lotta
Photo: Paolo Penni Martelli
Color: Francesco Frank Lotta
Travel master: Willy Mulonia

Photo Credits: © Paolo Penni Martelli

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