Prima di Nikon, parte 2/2. Il progetto Mitsubishi e la fondazione di Nippon Kogaku

All’inizio degli anni Dieci del Novecento, le competenze per consentire al Giappone di produrre autonomamente strumenti ottici avanzati sono già “sul tavolo”. Tokyo Keiki possiede la meccanica e gli strumenti di precisione, Iwaki Glass conosce la lavorazione del vetro e degli specchi, Fujii Lens progetta e costruisce lenti, prismi e strumenti ottici.

Le competenze per una produzione indipendente di strumenti ottici ci sono tutte. Manca però un progetto industriale capace di riunirle. Ed è qui che entra in scena Mitsubishi, il grande gruppo industriale giapponese dal quale discenderà, tra le altre realtà, anche l’attuale Mitsubishi Motors, “quella delle auto”. La sua storia comincia nel 1870, quando Yataro Iwasaki (nella foto sopra) fonda un’impresa di trasporti marittimi chiamata Tsukumo Shokai, che nel 1873 assumerà il nome Mitsubishi Shokai.
Mitsubishi significa letteralmente «tre rombi» (o «tre diamanti»), dalle parole giapponesi “mitsu” e “hishi” (che diventa “bishi” nella parola composta). Il nome richiama il simbolo a tre punte nato dalla combinazione di due stemmi familiari: quello degli Iwasaki e quello degli Yamanouchi, signori del dominio di Tosa. (Portraits of Modern Japanese Historical Figures. Immagine di pubblico dominio)

L’evoluzione del celebre logo Mitsubishi, nato dalla combinazione delle tre foglie di quercia della famiglia Yamanouchi con i tre rombi sovrapposti della famiglia Iwasaki. Il simbolo dei tre diamanti, utilizzato fin dal 1870, assunse la forma attuale nel 1910. (Mitsubishi Electric Corporation, Archivio storico aziendale)

Koyata Iwasaki: l’uomo che riunì le tre storie

Nel 1916, alla guida del gruppo – attivo nei trasporti marittimi e nella cantieristica, nelle miniere, nella finanza e in altri settori strategici dell’economia giapponese – arriva Koyata Iwasaki, nipote del fondatore e quarto presidente. Nato nel 1879, appartiene a quella generazione di imprenditori che guarda con convinzione all’Occidente per costruire il futuro industriale del paese. Ha studiato all’Università di Cambridge e considera lo sviluppo tecnologico una delle chiavi della modernizzazione nazionale. Quando prende forma il progetto di una grande industria ottica giapponese, Koyata non si limita a sostenerlo attraverso Mitsubishi ma investe personalmente nella nascente Nippon Kogaku, diventandone il principale azionista.

Koyata Iwasaki (1879–1945). Quarto presidente di Mitsubishi e nipote del fondatore Yataro Iwasaki, fu tra i principali promotori della nascita di Nippon Kogaku nel 1917. Foto: Wikimedia Commons – Ritratto del 1909, pubblico dominio.

Una storica coincidenza fra industria automobilista e ottica

C’è anche una curiosa coincidenza storica. Proprio nel 1917, lo stesso anno della nascita di Nippon Kogaku, Mitsubishi avvia la propria avventura automobilistica con la Model A, una delle prime automobili giapponesi concepite per una produzione in serie. Due storie industriali molto diverse, quella dell’automobile e quella dell’ottica, che iniziano a prendere forma nello stesso anno all’interno del medesimo universo imprenditoriale.

La Mitsubishi Model A, il cui sviluppo iniziato nel 1917 venne completato nel 1918. La vettura è ritratta insieme agli operai di Mitsubishi Shipbuilding, simbolo della rapida industrializzazione del Giappone. Foto: Wikimedia Commons.

25 luglio 1917: nasce Nippon Kogaku

Il 25 luglio 1917, a Tokyo, viene fondata ufficialmente la Nippon Kogaku Kogyo Kabushiki-gaisha. Il nome descrive già la missione della nuova impresa: Nippon significa Giappone, Kogaku ottica, Kogyo industria, mentre Kabushiki-gaisha indica una società per azioni. Una denominazione traducibile come «Società giapponese delle industrie ottiche».
La nuova società nasce inizialmente dall’integrazione della divisione ottica di Tokyo Keiki e di quella degli specchi di Iwaki Glass. Il 31 dicembre dello stesso anno viene incorporata anche Fujii Lens, completando così l’unione delle tre realtà industriali da cui prenderà forma la futura Nikon.
Il capitale iniziale è di 2 milioni di yen (circa 30 milioni di euro di oggi), una cifra significativa per l’epoca, che testimonia l’ambizione del progetto. Non un semplice laboratorio ottico, ma una vera industria nazionale capace di sviluppare e produrre autonomamente strumenti di precisione.

Un nuovo punto di riferimento per il mondo

La Nippon Kogaku K.K. non nasce da una semplice fusione aziendale, ma dalla convergenza di competenze, persone e attività industriali differenti all’interno di un nuovo progetto.

La prima sede di Nippon Kogaku, Tokyo, 1917. Gli uffici nascono all’interno degli stabilimenti Tokyo Keiki, nel quartiere Koishikawa. Foto: © Nikon Corporation – Archivio storico Nikon.

Il nome Nikon ancora non esiste, non esistono le fotocamere Nikon e nemmeno gli obiettivi NIKKOR. Eppure, le fondamenta di quella che diventerà una delle aziende più importanti nella storia della fotografia (e non solo) sono già state poste.
La precisione della meccanica, la conoscenza del vetro e la capacità di progettare e costruire strumenti ottici. Tre competenze, tre storie industriali, un unico obiettivo: diventare un riferimento in Giappone e nel mondo. Le fotocamere che renderanno celebre Nikon sono ancora lontane. La sua storia, invece, è appena cominciata.

In alto, il logo della Nippon Kogaku K.K. usato dall’azienda dal momento della sua fondazione nel 1917. Il logo sotto, a noi più familiare e introdotto per comunicare in lingue inglese, farà la sua comparsa nel 1949

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